Sicurezza
Totem contro la velocità sulle strade più pericolose
Parte un progetto pilota dell’amministrazione comunale (a costo zero) Test sulla via Aurelia nord e sud, lungo via Bocci e sul viale della Repubblica
CECINA. La repressione è inutile, addirittura dannosa se non è preceduta dal convincimento. È questo il senso del progetto pilota sul traffico “Noi sicuri”, elaborato dalla Iles srl di Prato, che a breve sarà adottato dall’amministrazione comunale di Cecina e avrà come banco di prova le strade cittadine. Il progetto è già attivo in circa 400 comuni italiani e prevede metodiche di prevenzione e controllo delle velocità pericolose realmente efficaci, non vessatorie e condivise con il cittadino. Inoltre è accompagnato da azioni in grado di educare e sensibilizzare gli automobilisti.
La presentazione è avvenuta ieri mattina alla presenza del sindaco Stefano Benedetti e dell’assessore Michele Grosso. Oltre a loro c’erano gli psicologi del traffico Giovan Battista Tiengo, Mary Luca e Francesca Toda, affiancati dal direttore del progetto Paolo Goglio. Una prospettiva di lavoro, ha ricordato Benedetti, che punta a prevenire l’alta velocità e gli incidenti sull’intero tessuto urbano. «Spesso ci sollecitano i dissuasori - ha aggiunto Grosso -, che tuttavia il codice della strada ritiene pericolosi e che quindi non possono essere utilizzati. Qualche volta ovviamo con le strisce pedonali rialzate». E d’altra parte le statistiche rivelano l’entità del problema: la polizia municipale ha rilevato 212 incidente nel 2012, saliti a 231 nel 2013.
Il progetto pilota, a costo zero per l’intera durata della fase sperimentale, si compone di quattro stadi di avanzamento, riassunte da Paolo Goglio, imperniate sulla cultura della sicurezza, poiché «il cittadino deve capire la ragione per la quale viene multato». L’approccio soft e la comunicazione capillare rappresenteranno dunque i capisaldi metodologici dell’intera operazione. Il resto sarà affidato ai “totem”, cilindri arancioni alti come minimo un metro e mezzo, realizzati in polietilene e facilmente spostabili da un punto all’altro della rete viaria, all’interno dei quali sarà piazzato il marchingegno per il controllo della velocità.
Non sempre saranno attivati, ma solo a intermittenza. Quando l’autovelox vi sarà installato, gli agenti della polizia municipale saranno lì vicino, come prevede il codice della strada, senza che debbano rendersi visibili. Per il resto del tempo staranno inattivi, continuando però a esercitare un’azione fortemente deterrente nei confronti di chi ha l’attitudine a premere sull’acceleratore. «La filosofia che ci ha ispirato - ha aggiunto Goglio - è quella del sistema Safety Tutor installato su alcune autostrade. Il “Velo ok” (così si chiama il totem, ndc.) si basa su un approccio simile: gli automobilisti si sentono controllati a seconda della visibilità dei controllori». E siccome i totem “Velo ok” possono essere posizionati in alcuni punti per poi venire spostati, senza che l’automobilista capisca se in quel momento l’autovelox al loro interno è attivo oppure no, la funzione deterrente è facilmente comprensibile. «Sia chiaro però - ha precisato il sindaco Benedetti -: non saranno fatte più multe. Non puntiamo a fare cassa, ma ad allargare le aree di controllo e a rendere la città più sicura».
Per un mese i cilindri arancioni saranno posizionati lungo alcune strade cittadine. Prevedibilmente, ha anticipato l’assessore Michele Grosso, in quelle dove la velocità maggiore comporta un proporzionale rischio di incidenti: via Aurelia nord e sud, viale della Repubblica, via Borsi. Via IV Novembre è esentata: parrà strano, ma da quando la piccola rotatoria è in funzione, non si è verificato alcun incidente.
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