Scure sui consorzi, nasce Toscana Costa Il rebus della tassa
Un comprensorio di 44 comuni e 260mila ettari Il 30 novembre si vota per eleggere l’assemblea
CECINA. In questi giorni, nelle case dei cittadini, stanno arrivando lettere in cui il presidente della Regione Enrico Rossi informa della riforma dei consorzi di bonifica. Nella stessa pagina è contenuto l’avviso di convocazione per le elezioni del Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa. Si scelgono, vale a dire, i componenti dell’assemblea consortile del nuovo organismo che racchiuderà in sè i consorzi Colline Livornesi, Alta Maremma, Arcipelago Toscano e Unione Montana Alta Val di Cecina. Sarà uno dei sei “super Ato” della bonifica presenti in Toscana partorito dalla riforma introdotta dalla legge 70/2012 che ha drasticamente ridotto gli enti della bonifica da 33 a 6. Cosa cambierà per i cittadini? Innanzi tutto l’entità dei contributi finora versati potrà essere rideterminata. Di certo è che deciderà un consorzio che si è estende per 260mila ettari, abbraccia 44 comuni e tre province (Livorno, Pisa e Grosseto) ed avrà un presidente ed un consiglio che saranno scelti dopo il voto del 30 novembre prossimo.
Come? Innanzi tutto gli aventi diritto al voto (circa 200mila elettori) sono suddivisi in tre sezioni che eleggeranno ciascuna 5 consiglieri. La sezione 1 comprende coloro che pagano un contributo da 25 euro. La sezione 2 quelli che pagano fino a 131 euro, la sezione 3 quelli che pagano più di 131 euro. Per la prima sezione sono 3 le liste che si contendono i posti nell’assemblea consortile. La numero uno, “Uniti per la salvaguardia del Territorio” è composta da una coalizione sostenuta dalle confederazioni agricole, da Confartigianato e Cna, da Confesercenti e Confcommercio. La numero 2, “Ambiente e Territorio”che annovera tra le proprie fila anche l’attuale commissario del consorzio Alta Maremma Giancarlo Vallesi. La numero 3 denominata “Bonifica a 5 Stelle” che vedere partecipare i grillini alla corsa per l’assemblea consortile. La lista 5 Stelle, tuttavia, è presente solo nella sezione uno. Non si è ricandidato, dopo 10 anni ai vertici delle Colline Livornesi, Silvano Calderini, oggi commissario del consorzio. E fino a poco tempo si vociferava della possibile candidatura di Paolo Pacini, ex sindaco di Cecina e oggi assessore al Turismo della Provincia di Livorno. Candidatura poi tramontata. In lista, con Uniti per la Salvaguardia, entra però un altro ex sindaco, Manolo Panicucci, già primo cittadino di Castellina. E c’è un esponente della Cna come Danio Marzini.
Una volta eletti i 15 membri, l’assemblea dovrà accogliere al suo interno membri eletti in rappresentanza di comuni, province e Regione (7 sindaci, 3 presidenti delle province più importanti) tutti nominati dal Cal, Comitato per le autonomie locali. L’assemblea eleggerà poi il suo presidente che si avvarrà del supporto di un ufficio di presidenza e di un unico revisore dei conti. Si abbattono indubbiamente i costi di un apparato elefantiaco (Cecina ha vissuto per anni la singolarità di pagare il contributo a tre enti diversi), ma per i cittadini sarà sempre più importante capire cosa pagano e se il superconsorzio riuscirà a fare quelle opere e quelle manutenzioni per mettere il territorio al riparo dal rischio idraulico.
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