La manifestazione
Cipressi abbattuti a Vada Interviene la Forestale
VADA. Il proprietario del terreno di via Belvedere, a Vada, torna ad accusare il Consorzio di bonifica delle colline livornesi per i lavori che hanno visto in questi giorni l'estirpazione di una...
VADA. Il proprietario del terreno di via Belvedere, a Vada, torna ad accusare il Consorzio di bonifica delle colline livornesi per i lavori che hanno visto in questi giorni l'estirpazione di una trentina di cipressi. Questa volta si unisce al coro del dissenso anche Mario Baldeschi, andato sul posto per un sopralluogo. Anche il Corpo forestale dello Stato si è interessato alla vicenda, verificando che solo due delle oltre trenta piante abbattute erano "secche", a differenza di quanto sostenuto fin dall'inizio dal Consorzio di bonifica. «Ho letto - ironizzail proprietario del terreno - che il Consorzio si dice pronto a una mediazione. Vorrei far notare che le mediazioni a fatto compiuto sono quello che sono». Per questo l'uomo sembra indirizzato a pensare sempre più ad un risarcimento cospicuo da parte dell'ente. «Li ho trovati proprietà in un attimo - racconta l'uomo - senza capire da dove fossero arrivati ed avevano già portato a compimento più di metà dell'opera. Senza avvertire della reale entità dei lavori, niente. A San Guido hanno speso fior di soldi per salvare i cipressi e qui li abbattiamo». I lavori di allargamento dei fossi a detta del Consorzio si sono resi necessari per evitare il crollo della strada e lo straripamento delle acque, e riguardano un primo lotto di tratto di circa 200 metri. Adesso gli altri cipressi che sono rimasti, e sono ancora tanti, secondo gli uomini del Consorzio devono essere tagliati perché pericolosi visto che sono stati "scalzati" dai lavori. Il Corpo forestale invece sarebbe propenso a consigliare di lasciarli lì dove sono.
Sulla vicenda si fa sentire con toni piuttosto forti anche Mario Baldeschi: «L'azione di pulizia sul patrimonio arboricolo da parte del Consorzio si è rivolta nel tempo verso tutti i corsi d'acqua presenti sul territorio dal fiume Fine, al torrente Tripesce, al Savolano ed quelli minori eliminando quasi completamente le presenze arboree, la vegetazione riparia e con essa la fauna tipica».(m.c.)
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