Sicurezza
Benedetti tra i renziani «Il fiorentino è un leader»
Il sindaco di Cecina all’incontro della Guido Rossa per ascoltare Dario Parrini «Per chi voto alle primarie? Devo ancora decidere ma Matteo ha qualcosa in più»
CECINA. C'erano tutti gli “Adesso”, il pomeriggio di lunedì nella sede del circolo Rossa. Tutti gli esponenti in vista dei "renziani", dalla città alla provincia. Demi da Collesalvetti, Batocchi da Livorno, Rotelli da Rosignano, ma soprattutto insieme alle presenze da Castagneto sorprendeva la presenza della componente di Labotario democratico con Francesco e Giacomo Sangiorgi. Pare che l'opera di ricucitura nel nome di Matteo Renzi promossa da Walter Dominici di “Cecina Adesso” stia dando i primi frutti. All'ascolto di Dario Parrini, un politico che non ha le stimmate della nomenclatura classica ma piuttosto parla e gestisce e si presenta con spontanea espressività. E ha insisto molto sulla necessità di “forzare" il quadro stagnante degli assetti politici esistenti. «Si approva -proclama - una bella e nuova legge elettorale che metta al centro il rapporto diretto tra elettori ed eletto, si va in parlamento e la si vota. Ogni volta che anche il governo Letta ha forzato i termini ha prevalso. Lo si faccia sulle grandi riforme». E così via di seguito. C'erano ad ascoltarlo anche il sindaco Stefano Benedetti, Alessandra Meini, Massimo Marini. La frequentazione del sindaco agli appuntamenti dei "renziani" a questo punto non appare più occasionale. Si torna a parlare di una sua prossima conferma alla candidatura per le amministrative.
Ma intanto per chi voterà Benedetti alla segreteria nazionale? Nella mattinata Stefano era stato sibillino. «Debbo ancora decidere. Se dessi retta alla mia storia personale e alla mia formazione la decisione non potrebbe che andare verso Cuperlo, ma a questo punto si deve anche pensare alle prospettive verso il futuro del Pd. E in questo senso il fiorentino possiede qualche elemento di leadership in più. Vedrò». Certo la sua presenza al dibattito del sindaco rafforza l'ipotesi di una sua partecipazione non di fianco alla vita del partito.
Molte le critiche all'attuale norma che ha regolato le elezioni nei congressi locali. Sullo sconcerto per le "gonfiature"dei nuovi iscritti nei circoli ha detto parole molto nette Parrini. «L'obiettivo di anticipare le lezioni locali prima del cimento nazionale che ha sovvertito le precedenti elezioni del 2007 (lo scontro Bersani-Franceschini ha preceduto le elezioni locali) ha corrisposto al disegno di depotenziare il confronto di Renzi con gli altri candidati. Scoraggiare la partecipazione. Obiettivo colto». Il senso di un'operazione siffatta per Dario Parrini sarebbe quello di eleggere Renzi con una bassa partecipazione al voto in modo da diminuirne l'effetto dirompente. E purtroppo l'andazzo confuso e gli assurdi rigonfiamenti delle iscrizioni dell'ultima ora non cancellano che rispetto all'anno scorso la diminuzioni dei militanti oscilla tra i 150 e i 200 mila unità.
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