Sicurezza
Amianto e arsenico, parte un’altra azione legale
ROSIGNANO. Una nuova azione legale «eventualmente anche in sede penale» contro Solvay, è stata annunciata dall’avvocato Ezio Bonanni (che a Rosignano già segue un centinaio di cause per malattie...
ROSIGNANO. Una nuova azione legale «eventualmente anche in sede penale» contro Solvay, è stata annunciata dall’avvocato Ezio Bonanni (che a Rosignano già segue un centinaio di cause per malattie professionali legate al contatto con fibre di amianto), ieri mattina al termine dell’incontro che il presidente nazionale dell’Ona ha avuto con i suoi assistiti, svolto nell’auditorium di Piazza del mercato.
L’avvocato di Latina ha spiegato che l’emergere di nuovi elementi raccolti, «impone, in esecuzione del mandato conferito, di segnalare nell'interesse degli assistiti, fatti e circostanze alla competente autorità giudiziaria. Naturalmente precisa Bonanni – fino alla condanna, vige la presunzione di innocenza».
I nuovi elementi sono principalmente due, uno conseguenza dell’altro. Il primo sono alcune nuove testimonianze, che hanno messo in moto, su incarico dell’Ona, un’indagine approdata alla stesura di un fascicolo, redatto dal dottor Paolo Pitotto, medico del lavoro di Torino. Questo documento costituisce il fattore numero due. In pratica testimoni e relazione denunciano la presenza passata e attuale, all’interno del Parco industriale e, in alcuni casi, anche sul territorio, di altri agenti, oltre all’amianto, anch’essi ritenuti altamente patogeni. Fra questi, ci sarebbe un imponente stoccaggio di carbone a cielo aperto, esposto alle intemperie, che perciò si ritiene liberi nell’ambiente «sostanze cancerogene per il polmone, come ad esempio il benzopirene».
Poi si parla di arsenico «emesso in mare in quantità maggiori dell’Ilva di Taranto», fughe di cloro taciute. Fra le altre cose si parla anche di etilene: dello stoccaggio in località San Gaetano, a Vada, e del trasporto attraverso le apposite tubature.
«La presenza di questa sostanza, altamente infiammabile –afferma una cittadina intervenuta ieri – classifica un’ampia area circostante come esposta a grave rischio di danno irreversibile e né residenti né turisti sono adeguatamente informati. Senza considerare – prosegue – che nelle immediate vicinanze ci sono numerosi stabilimenti balneari».
«Nei prossimi giorni – conclude Bonanni – formalizzeremo la nuova azione legale dando nuovi significativi dettagli in merito».
Chiara Castaldi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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