Sicurezza
Porto, Rifondazione: «Troppi comitati, serve più unità»
«No agli interessi di bottega, sul porto di Cecina serve un unico grande comitato». Rifondazione Comunista interviene sul problema dell'ampliamento in atto al porto sul fiume Cecina
«No agli interessi di bottega, sul porto di Cecina serve un unico grande comitato». Rifondazione Comunista interviene sul problema dell'ampliamento in atto al porto sul fiume Cecina e chiama la cittadinanza a trattare la questione in maniera unitaria. «Già nel 2001, il nostro consigliere comunale, aveva espresso pubblicamente la sua netta contrarietà –si legge nella nota – Tutte la "grandi sirene politico-amministrative”, ebbero a magnificare questa ennesima "grande opera", e che secondo "loro" avrebbe portato centinaia e centinaia di posti di lavoro diretti e fissi, e migliaia e migliaia di indiretti, con costi ambientali zero»!
La realtà, secondo Rifondazione comunista, oggi si presenta con altre vesti. «Sembra che l'ostacolo della diga abbia rotto l'equilibrio delle correnti. Il risultato, pare, è che la poca sabbia che poteva arrivare sugli arenili cecinesi, con le piene se ne vada al largo, e da lì con un forte maestrale, la maggior parte si depositi sugli arenili del Comune di Bibbona. A Marina di Cecina a prescindere degli studi fatti e delle promesse, probabilmente gli arenili saranno sempre più esigui. Il viale della Vittoria, potrebbe trasformarsi nel "canale a mare della sconfitta?". Ultimamente sul problema porto e sulle sue conseguenze sono nati quattro o cinque comitati».
Stante questa situazione, Rifondazione Comunista fa un richiamo all’unità: «Ci piacerebbe che su di un problema così importante, ci fosse un "comitato vero e grande", che cercasse di tutelare gli interessi economici, ambientali, turistici, commerciali ed occupazionali, della maggioranza dei cittadini cecinesi. Purtroppo, al momento sembrano prevalere gli "interessi di piccola bottega" e forse "qualcuno" spera di ottenere "qualcosa", in trattative separate. Altri, si illudono di far tacitare le critiche e far digerire gli eventuali effetti negativi della costruzione del porto, con opere compensative, e sperano, che non succeda come numerose "grandi opere", dove i cittadini cecinesi sono stati beffati, ed hanno subito le amare conseguenze, di accordi fatti/subiti con troppa superficialità».
«Il rischio d'impresa in tanti casi precedenti invece di ricadere sulle società costruttrici è ricaduto sulla popolazione – conclude la nota – Nel caso del porto, ci auguriamo e speriamo che gli amministratori (locali e non), abbiano smesso di essere "ingenui ed inesperti”, ed abbiano tutelato la cittadinanza con convenzioni, accordi, protocolli, fideiussioni, e quant'altro, che durino nel tempo, che siano ultra garantite, e che non diano spazio alle ambiguità, che potrebbero sembrare sospette, dopo tanti errori fatti sugli stessi temi».
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