Toscana
Allarme Ona: 6 nuovi casi di malati per l’amianto
Stamani l’Osservatorio presenta un dossier sull’inquinamento della Solvay «Quantita di arsenico in acqua doppie rispetto all’Ilva di Taranto»
ROSIGNANO. L’Ona rilancia l’allarme amianto e parla di 6 nuovi casi a Rosignano Solvay. E denuncia: «Quantità di arsenico emesso in acqua più che doppie rispetto a quelle dello stabilimento Ilvadi Taranto, presenza massiccia di carbone a cielo aperto, circa 400 tonnellate di mercurio riversato in mare e ancor oggi presente nei fondali, presenza di sorgenti radioattive a raggi gamma sui nastri trasportatori». Nel mirino dell’Osservatorio nazionale sull’amianto c’è la Solvay: stamani alle 9,30 l’osservatorio presenterà lo studio nella sede del Centro Rodari. Fra i presenti, l’avvocato Ezio Bonanni presidente della Onlus, che segue già un centinaio di cause legali per amianto, di altrettanti ex dipendenti della fabbrica Solvay di Rosignano, contro la Società chimica.
Il fascicolo «è stato redatto – dice Bonanni – da un perito da noi incaricato, il dottor Paolo Pitotto, medico del lavoro di Torino». Secondo quanto afferma l’avvocato servirebbe come «supporto formale ad una azione collettiva che l’Ona intende promuovere». In particolare l’attenzione si focalizza su arsenico, mercurio carbone. Bonnani, inoltre, annuncia anche «sei nuove cause per amianto». Nel documento si parla di un «imponente deposito a cielo aperto di carbone, situato su un grande piazzale in prossimità della fabbrica, accanto a quello della pietra da cuocere, di dimensioni superiori a quelle di un campo di calcio. Esso – si prosegue - libera sostanze cancerogene per il polmone (ad es. benzopirene), che inquinano non solo l’ambiente di lavoro ma anche quello di vita». Benché il documento non riporti dati numerici a questo proposito, tuttavia, Bonanni fa notare che «in seguito al ritrovamento di carbone nell’area industriale dell’Ilva di Taranto, le cui vicende sono ben note, la Regione Puglia ha adottato dei valori-limite di benzopirene nell’aria molto restrittivi, a maggior tutela delle maestranze e della popolazione limitrofa allo stabilimento». Nell documento si sottolinea l’«azione cancerogena dell’arsenico sul polmone» e come «il mercurio, sia fonte di altre patologie e danni ambientali». Un capito è dedicato anche all’etilene e all’ «alto rischio ambientale derivato nelle operazioni di stoccaggio». A questo proposito si fa riferimento anche al periodo in cui «l’etilene veniva prodotta in loco nel reparto CK, in un’area industriale che secondo alcuni testimoni – si denuncia nel dossier - è divenuta attualmente una sorta di discarica abusiva, nella quale sembra sia stato sotterrato anche parecchio amianto». Sulla base di queste e altre questioni Bonanni afferma che l’Ona intende promuovere un’azione collettiva di denuncia». L’avvocato mantiene il riserbo sulle conseguenze legali che questo potrebbe implicare, in attesa dell’annuncio pubblico di questa mattina, ma lasica intendere che esiste un movimento informale di cittadini determinati a formalizzare con azioni legali queste accuse. Bonnani parla anche di nuovi casi di ex dipendenti Solvay affetti da malattie asbesto- correlate, che si aggiungono al centinaio di cause in corso al tribunale di Livorno. «Ci sono sei nuovi casi – afferma l’avvocato – di malati a causa delle fibre di amianto inalate in ambiente di lavoro all’interno delle fabbrica di Rosignano; uno di questi è deceduto».
Chiara Castaldi
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