Gioco
Si collega ai siti pornografici finge la rapina per vergogna
Naviga col computer del genero e appare l’avviso di un virus: «Le sarà denunciato» Era un falso, ma lui perde la testa e s’inventa una storia di furti e di banditi
CECINA. S’inventa prima un furto e poi una rapina a mano armata, per paura di essere stato scoperto dalla Polizia mentre navigava su un sito porno col pc del genero. A fargli perdere la testa è un virus informatico con un messaggio inquietante: «Il suo computer sarà segnalato alle forze dell’ordine». Sembra una barzelletta, ma non lo è affatto. E il malcapitato protagonista di questa vicenda, alla fine dei giochi, si è beccato pure una denuncia dalla Polizia (quella vera, stavolta) per simulazione di reato e procurato allarme.
Intrappolato nella Rete. A cadere vittima del web a luci rosse è un 51enne originario del catanese, ma da qualche tempo residente a Cecina, nella casa del genero. Domenica scorsa, poco dopo l’ora di pranzo, l’uomo ha chiamato il 113 per denunciare un furto. Agli agenti che si sono presentati all’abitazione ha raccontato che i ladri, dopo aver rotto un vetro del terrazzino, erano entrati in casa (al momento vuota), avevano messo a soqquadro il mobilio e se n’erano andati con 930 euro in denaro, qualche monile d’oro, più il monitor e la tastiera di un pc. Sembrava un normale colpo messo a segno dai “topi d’appartamento”. Nulla di più.
La vicenda, però, ha cominciato ad assumere contorni grotteschi quando, poche ore dopo, l’uomo ha richiamato il commissariato per segnalare di essere stato vittima di una rapina. Intorno alle 18,30, due uomini incappucciati si sarebbero presentati alla porta di casa, e pistola in pugno, gli avrebbero detto di starsene fermo e buono: «Facciamo in un attimo, siamo tornati a prendere quello che ci siamo dimenticati stamattina». E così dicendo avrebbero afferrato la parte fondamentale del computer, quell’hard disk che era rimasto sotto la scrivania del genero, prima di fuggire a tutto gas verso Cecina Mare, a bordo di una Chrysler di colore scuro.
Fantasia 2.0. La versione del suocero catanese, ovviamente non ha convinto né i parenti né tantomeno gli investigatori. L’uomo, in realtà, si era inventato tutto per nascondere la navigazione su alcuni siti a luci rosse. A far scattare in lui questa vena romanzesca è stato un virus informatico che, dopo aver bloccato il pc, gli ha presentato una schermata piuttosto minacciosa: «Il sito in cui sta navigando è vietato, il suo computer sarà segnalato a Polizia e Interpol». Una bufala in piena regola, di quelle in cui ogni tanto incappano coloro che navigano con poche accortezze (e molte voglie) nel mare magnum della Rete. Evidentemente il suocero catanese non è un esperto di Internet e ha creduto in pieno al messaggio. Ha provato più volte a spegnere e riaccendere la macchina, ma quella scritta “spiona” non se ne voleva proprio andare. Così, per paura di essere scoperto dai familiari e magari denunciato dalla Polizia, ha fatto sparire il “computer del peccato” e si è inventato il primo furto. Ma, parlando con i familiari ha subito capito che la sua magagna poteva ancora essere scoperta, dato che l’hard disk era rimasto sotto il tavolo. Così si inventato una seconda visita dei ladri.
La confessione. Dopo essere sparito di casa per qualche giorno, il suocero catanese ha chiamato il genero e, non senza imbarazzo, gli ha confessato quanto accaduto, facendogli ritrovare sia il denaro che gli oggetti in oro che aveva nascosto per simulare il furto. Del computer, invece, nessuna traccia. È finito nei bidoni dell’immondizia e per ritrovarlo, non resta che affidarsi alla fantomatica Interpol.
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