Sicurezza
La mamma di Ilaria accusa: «L’unico colpevole è Ablaye»
CASTAGNETO. Si va verso la richiesta di rito abbreviato per l’omicidio di Ilaria Leone. Nei giorni scorsi il sostituto procuratore Fiorenza Marrara ha depositato l’istanza di rinvio a giudizio per...
CASTAGNETO. Si va verso la richiesta di rito abbreviato per l’omicidio di Ilaria Leone. Nei giorni scorsi il sostituto procuratore Fiorenza Marrara ha depositato l’istanza di rinvio a giudizio per omicidio volontario nei confronti di Ablaye Ndoye, 34 anni. La difesa starebbe seriamente valutando il rito abbreviato per ottenere lo sconto di un terzo sulla pena e soprattutto perché diversi riscontri, su tutti le analisi del Ris di Roma, inchiodano il senegalese. L’alternativa sarebbe l’avvio di un dibattimento davanti ad una corte d’assise. La prossima settimana sarà decisiva per la definizione delle strategie, sia della difesa che della parte civile. Da Perugia arriveranno i legali che tutelano la famiglia della ragazza, Nicodemo Gentile e Antonio Cozza. «Avrò un incontro con gli avvocati all’inizio della prossima settimana – dice Sara Cariano, madre di Ilaria – per noi il colpevole resta Ablaye e, visto che le indagini sono chiuse, rimane il solo responsabile. A questo punto chiediamo giustizia in sede processuale».
Dopo qualche settimana di detenzione alle Sughere, Ndoye è stato trasferito nel carcere di Firenze. A Sollicciano ha avuto di recente anche un faccia a faccia con il sostituto procuratore Marrara e con gli investigatori del nucleo provinciale dei Carabinieri. Nonostante questo, non ha mai confessato e si proclama innocente. Con il rito abbreviato potrebbe cavarsela in 20 anni di carcere. Le analisi del Ris di Roma identificano il suo liquido seminale e tracce del suo sangue sui pantaloni di Ilaria. Il corpo della diciottenne fu ritrovato il 2 maggio scorso in un oliveto ai Piantoni, sotto la sede del Comune di Castagneto e a pochi passi dal ristorante dove lavorava la ragazza. I rilievi del medico legale fecero risalire l’assassinio alla sera precedente. Il giorno successivo, per lo strangolamento di Ilaria, fu arrestato Ndoye. Nel suo zaino venne anche ritrovato il telefono della giovane. Il senegalese aveva cercato di farlo “ripulire” ad un connazionale forse per venderlo o per eliminare una traccia. Quel cellulare che dalle 22.30 dell’1° maggio ha iniziato a squillare a vuoto e poi è stato spento.
Rino Bucci
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