Sicurezza
Tramonta l’epoca delle grandi lottizzazioni
CECINA. Il regolamento urbanistico è stato approvato con 13 voti a favore (quelli della maggioranza consiliare) e cinque astensioni. Era l’argomento saliente del consiglio comunale di ieri mattina e...
CECINA. Il regolamento urbanistico è stato approvato con 13 voti a favore (quelli della maggioranza consiliare) e cinque astensioni. Era l’argomento saliente del consiglio comunale di ieri mattina e per questo, dietro alla cattedra dell’auditorium che funge da tavolo di presidenza, si sono alternati alcuni tecnici. L’architetto Marco Baggiani ha ricordato che tra i principi ispiratori figura la determinazione a consumare meno territorio possibile. Un principio importante, visto il fiume di cemento che ha invaso il territorio cecinese soprattutto a partire dagli anni ’80, quando fu dato il via alla lottizzazione Santissima Annunziata per salvare la fornace della Magona, che poi ugualmente chiuse. Seguirono alcune maxi-lottizzazioni, a partire dalla Ladronaia per finire alla Città Giardino. Senza dimenticare gli anni in cui Cecina divenne tutta uguale, con l’impresa Righini che costruiva case in serie in ogni quartiere, né gli interventi della Magona, di Palazzo Fiorito e dello Zuccherificio, quest’ultimo tuttora in corso. Al punto che ieri mattina il professor Claudio Saragosa, consulente del Comune, ha usato un eufemismo per definire l’imbruttimento della città negli ultimi trent’anni: «Cecina non è certo un capolavoro urbanistico».
Insomma, con il senno del poi, la colata di cemento degli ultimi cinquant’anni ha impoverito il territorio, lasciando in eredità un assetto urbanistico di scarso valore. Peculiarità che Paolo Barabino, capogruppo del Pdl, ha voluto sottolineare:«In questo piano leggo una critica all’operato dell’amministrazione comunale negli anni passati». E il sindaco, Stefano Benedetti, ha confermato che l’epoca delle grandi lottizzazioni è finita: «Questo regolamento punta a lavorare sull’edificato, con piccoli interventi legati al minimo consumo di territorio». Lo strumento, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, consentirà una serie di interventi manutentivi, a partire dal Villaggio Scolastico, un tempo fiore all’occhiello ma ora quartiere sopraffatto dal degrado. Fu un’intuizione del sindaco Giuseppe Musotto agli inizi degli anni ’60, ben attuata dal suo successore Osvaldo Giovannelli; oggi resta un grande patrimonio pubblico in cerca di rilancio.
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