Il dolore
Rifiuti tossici nel cimitero di auto
La Finanza sequestra un’area di 3500 metri quadri con centinaia di mezzi. Tre denunce
CASTAGNETO. Una montagna di vecchie auto abbandonate, con all'interno (pare) un carico pestifero di oli, carburanti, batterie esauste e pneumatici. Questo è quanto rilevato dal reparto aeronavale della Guardia di finanza di Livorno, capitanato dal colonello Italo Spalvieri. Dopo numerose riprese aeree della zona effettuate con un velivolo della sezione di Pisa, nei giorni scorsi le Fiamme gialle hanno posto sotto sequestro un'area di 3.500 metri quadri, in località Prati del Casone, a Castagneto Carducci. Il provvedimento, convalidato dal pm Rosa, è motivato dal fatto che all’interno dell’area venivano gestiti rifiuti speciali e pericolosi senza che vi fossero le necessarie autorizzazioni. Nello specifico, sono stati rinvenuti in stato di abbandono 69 autoveicoli, 30 pneumatici, 29 utility cars (i mezzi usati sui campi da golf), un acquascooter e altri 24 metri cubi di rifiuti, costituiti da parti meccaniche e telai.
Il terreno (privato) è di proprietà di Francesco Ales, titolare dell’officina che si trova lì vicino. L'intera area era utilizzata come deposito. Secondo le Fiamme gialle gran parte dei mezzi non era stata bonificata dalle sostanze tossiche presenti al loro interno, costituite da batterie esauste, parti di motore contenenti oli e impianti elettrici. «Sono inoltre in corso ulteriori accertamenti su del materiale edile – spiegano dalla Finanza – per verificare l'eventuale presenza di amianto». Tre persone, in qualità di rappresentanti legali di due società, sono state denunciate all'autorità giudiziaria labronica per violazione degli articoli 192 (divieto di abbandono) e 256 (attività di gestione di rifiuti non autorizzata) del testo unico ambientale. I proprietari dell’area (che avevano già avviato le operazioni di bonifica) hanno riconosciuto il problema e collaborato con le Fiamme gialle. Il reato del quale sono accusati è di natura penale, ma dato che sono incensurati potrebbero avere solo una sanzione amministrativa. Le grane per loro, però, non finiscono qui: dovranno fare i conti con l'ufficio tributi della Regione alla quale è già stato chiesto di quantificare l’importo del tributo speciale per il conferimento in discarica dei rifiuti.
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