Sicurezza
Il rebus Armunia: fondazione bloccata e stagione a rischio
Il 31 dicembre scade l’incarico del direttore Nanni Non è chiaro il futuro dei dipendenti, ma il sindaco rassicura
CASTIGLIONCELLO. La stagione da preparare, il direttore in scadenza, i lavoratori in attesa. Entro l'anno Armunia associazione dovrebbe passare il testimone alla fondazione Armunia, ma il percorso è ancora pieno di incognite. Tra queste la programmazione teatrale da gennaio 2014, la direzione artistica, visto che il contratto di Andrea Nanni termina il 31 dicembre, e il passaggio dei dieci dipendenti. Perché se il cammino è tracciato – il nuovo ente subentrerà all’associazione nata nel 1996 – le modalità sono tutt’altro che definite.
«Stiamo lavorando al passaggio tra associazione e fondazione» rassicura il sindaco Alessando Franchi, presidente dell’associazione nonché del Consiglio di indirizzo della fondazione. Tutte le strade della galassia Armunia infatti riconducono al primo cittadino di Rosignano, il Comune rimasto unico socio dell’associazione e fondatore del nuovo ente presieduto da Maurizio Iacono. Il filosofo, nominato a ottobre 2012 col Cda, non ha ancora in carico la programmazione delle attività, almeno quelle teatrali. A queste finora ha pensato il direttore artistico dell’associazione, in carica per tre anni da novembre 2010. Nanni non può impegnarsi per la stagione 2014, perché il suo contratto scade il 31 dicembre e non ha ricevuto input per mettere in cantiere la programmazione di gennaio.
«La stagione teatrale ci sarà, ovviamente», dice il sindaco. Ma è ancora da definire chi se ne occuperà, come il progetto complessivo culturale e artistico del nuovo ente, che dovrebbe garantire la qualità e la continuità col precedente. Se ne farà carico un nuovo direttore o la fondazione potrebbe anche farne a meno? Difficile dirlo.
Lo statuto della fondazione (approvato a settembre 2012) prevede che il Cda nomini il direttore artistico a seguito di una selezione pubblica, ma può anche delegare specifici compiti ai singoli consiglieri e nominare soggetti con funzioni manageriali all'interno dell'ente.
Da definire è pure il passaggio dei dipendenti – impiegati e tecnici – dell’associazione alla fondazione, di cui al momento nessuno conosce le modalità. «L’obiettivo è fare il passaggio sia della programmazione che del personale entro l’anno o al massimo all’inizio del 2014», afferma Franchi. Due o tre mesi saranno sufficienti per liquidare l’associazione e trasferire l’organico della fondazione?
«Non saranno create sovrapposizioni, stiamo lavorando perché la fondazione inizi prima possibile», aggiunge il sindaco. Tutto sembra pronto alla consegna del testimone.
Anche «il bilancio dell’associazione è in sostanziale equilibrio» precisa Franchi. Ad oggi la Fondazione Armunia – Castello Pasquini - questo il nome con cui è iscritta dal 3 giugno al registro della Regione Toscana - ha ricevuto 65.000 euro dal Comune come Fondo di dotazione, una parte del patrimonio che sarà costituito da beni, servizi e contributi.
Tra questi un conferimento di 50.000 euro per “la migliore riuscita delle attività previste per la seconda parte del 2013” (quali?) sulla base di ciò che storicamente dava all’associazione.
Tenuto conto che il Comune nel 2013 ha versato una quota associativa di 669.794,12 euro (poi integrata di 173.000 euro), i contributi alla fondazione sono destinati a crescere.
L'ente dovrà anche gestire strutture di proprietà del Comune come il castello Pasquini, la Virgola, la Limonaia, il parco e il parcheggio, che quest'anno ha svolto solo in parte. Per complicare le cose in questo periodo l'associazione organizza le sei lezioni della "Scuola di politica" tenute da Iacono in qualità di direttore del laboratorio Ichnos, reso possibile dalla convenzione tra Comune e Università di Pisa. Moltiplicando le intersezioni tra l'associazione, la fondazione, il Comune e i ruoli di Iacono, che certo non contribuiscono a semplificare il quadro.
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