Il Tirreno

Alloggi “sociali”, agevolazioni alle imprese

Alloggi “sociali”, agevolazioni alle imprese

Sconti e incentivi sulla volumetria a chi destina appartamenti per vendite o affitti a canoni calmierati

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CECINA. Rivisitazione dell’edificato, agevolazioni nel rapporto cittadino-pubblica amministrazione, interventi per favorire l’edilizia residenziale sociale (Ers). Stefano Benedetti e Giamila Carli, con l’architetto comunale Paolo Danti (nel pool che ha redatto il nuovo regolamento urbanistico), sintetizzano i punti essenziali del nuovo strumento di pianificazione. A partire dall’attenzione verso il problema casa. «Attenzione già dimostrata - ha ricordato il sindaco - con il cosiddetto piano casa varato negli anni scorsi che ha consentito, nei limiti, ampliamenti, sopraelevazioni, chiusura di balconi, mansarde abitabili ed altri interventi. Norme che hanno mosso il mercato edilizio». Interventi che - secondo la giunta - hanno consentito di far girare circa 5 milioni di euro.

Nonostante ciò il problema della casa attanaglia ancora moltissime famiglie, anche a Cecina. In lista d’attesa per gli alloggi Erp ci sono circa 270 persone. Ma la crisi - ricordava ieri l’assessore Carli - ha decisamente abbassato la soglia delle situazioni di difficoltà, con una zona grigia di “non poveri” che tuttavia necessita di sussidi e contributi. Ecco che allora all’art.32 del nuovo regolamento urbanistico si prevedono interventi di edilizia per vendita a canone calmeriato, edilizia per affitto a canone calmierato. Così, gli imprenditori che realizzano operazioni edilizie di una certa dimensione dovranno prevedere la costruzioni di alloggi di edilizia sociale. Oppure dovranno monetizzare questi alloggi destinando i soldi ad un fondo comunale antisfratti. Inoltre è previsto un bonus per chi realizza alloggi da destinare a questo mercato sociale da calcolare tra il 10 ed il 20% della volumetria edificabile.

Benedetti e Carli, con l’architetto Danti, hanno inoltre sottolineato come alla base di questo nuovo regolamento urbanistico ci si a un numero più limitato di piani attuativi, le cosiddette schede C (20), mentre è più elevato il numero (70) di interventi più modesti nri centri abitativi, le schede D.(a.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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