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Pescatori “sfrattati” dal porto Si rischia il braccio di ferro

Pescatori “sfrattati” dal porto Si rischia il braccio di ferro

ROSIGNANO. Rischia di diventare un braccio di ferro quello tra i pescatori le cui barche sono ospitate all’interno del porto Marina Cala de’ Medici e la stessa struttura turistica. Nei giorni scorsi...

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ROSIGNANO. Rischia di diventare un braccio di ferro quello tra i pescatori le cui barche sono ospitate all’interno del porto Marina Cala de’ Medici e la stessa struttura turistica.

Nei giorni scorsi infatti i pescherecci sono stati invitati a lasciare le loro postazioni, lungo la parte terminale della diga di sopraflutto, ma i pescatori hanno fatto presente sia alla direzione del porto che al Comune di non avere altre soluzioni per sistemare le loro imbarcazioni.

L’autorità demaniale - fa presente Matteo Ratti, ad e direttore del porto - ha previsto che questa struttura sia per i diportisti, non per imbarcazioni collegate ad attività commerciali come possono essere quelle dei pescatori. Finora sono rimasti qui in base ad un accordo di sei o sette anni fa con la Cala dei Medici servizi (precedenti gestori del porto, ndr). Una sistemazione che era temporanea e che invece si è protratta, ma la nuova gestione non può subentrare a questo accordo, dato che l’attività legata alla pesca non è prevista all’interno del complesso turistico».

I pescatori considerano impossibile trasferire le loro imbarcazioni nei porti di Cecina e Livorno e quindi si sono rivolti al Comune perché faccia da mediatore nella vicenda.

Nei giorni scorsi durante alcuni incontri tra direzione del porto e amministratori sono emerse ipotesi risolutive che permetterebbero ai pescherecci di restare al Cala de’ Medici. «Stiamo lavorando - sottolinea Luca Agostini, assessore al turismo e alla pesca - per definire un nuovo ambito dove trasferire queste imbarcazioni in maniera definitiva, sempre all’interno del porto di Rosignano». Il problema è che i pescherecci non potranno restare nell’attuale collocazione, «dato che nella parte terminale della diga dovrà essere posizionata l’attrezzatura di cantiere utile per il progetto di rinforzo della diga». Un progetto che potrebbe concretizzarsi già nei primi mesi del prossimo anno.

«Stiamo lavorando - assicura Agostini - per rivedere la prescrizione che non prevede la presenza di pescherecci all’interno del Cala de’ Medici. Questo non significa aprire la struttura a tutti i pescatori, ma lì c’è una situazione storica e oltretutto si tratta solo di quattro imbarcazioni». Insomma il tentativo è quello di trovare una diversa sistemazione dei pescherecci, in altre banchine del porto.(a.c.)

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