Sicurezza
Agricoltura, olive in calo del 40%
L’allarme delle associazioni di categoria: «I frutti rendono troppo poco»
ROSIGNANO. Buona la qualità dell’olio che in queste settimane viene portato a frangere nei vari frantoi della zona. Purtroppo però la raccolta dell’oliva è bassa, circa un 40% in meno rispetto all’anno scorso secondo i dati della Cia oppure, come sta accadendo soprattutto nelle zone collinari attorno a Rosignano Marittimo, a scendere è la resa che, di media, si attesta attorno ad un 10%. Un’annata insomma, che al di là di alcune eccezioni, lascia l’amaro in bocca a molti coltivatori professionisti perché, troppo spesso, i costi di produzione superano gli introiti ricavati dalla vendita dell’olio. «La produzione di olive per ettaro – spiega Mirello Fantacci della Cia di Cecina esperto in assistenza tecnica – è di circa un 40% in meno rispetto agli anni scorsi. Questo perché evidentemente l’oliva non si è ben legata alla pianta al momento giusto. Molti agricoltori impegnati in questi giorni nella raccolta, hanno trovato le olive già in terra». Dunque inutilizzabile per produrre olio di qualità. E le piogge non stanno facilitando le operazioni. Per quanto riguarda la resa, ossia la percentuale tra olive frante e prodotto «diciamo che è nella media dell’anno scorso ma dipende – conclude Fantacci – dalle zone dalla maturazione delle olive». Olio di ottima qualità secondo Giuseppe Stabile che assieme al fratello Gaspare è proprietario dell’azienda Mulino a Vento a Rosignano Marittimo dove si trova anche l’oleificio «l’olio di queste annate è veramente di qualità, purtroppo però, oltre ad un raccolto più basso rispetto0 all’anno scorso, anche la resa non è ottima: si aggira attorno ad una media del 10%. Solo in poche eccezioni si è raggiunto il 14%». Secondo Stabile la causa del basso rendimento sta tutta nel clima dei mesi scorsi particolarmente piovoso e poco caldo. Il problema, soprattutto per coloro che hanno grandi aziende e che contano sulla vendita dell’olio «è che i costi della raccolta superano la resa. Molte aziende, proprio per la bassa produzione e il basso rendimento delle olive, non rientrano nei costi e l’olio dovrebbe costare, al litro, il doppio di quanto venduto». Infine c’è il problema delle falsificazioni: «l’olio Toscano è un prodotto d’eccellenza, eppure ogni anno- continua Stabile – i dati tra olio prodotto in Toscana e vendite non quadrano: l’olio venduto come toscano è praticamente il doppio di quello che viene prodotto nella regione. Un danno per tutti i produttori onesti. Per questo il prezzo dell’olio, rispetto per esempio al vino, è troppo basso. Soprattutto in annate come queste dove le imprese tra costi di personale utilizzato per la raccolta e costi per la produzione di olio, non riescono a ricoprire le spese». Da qui la delusione di molti proprietari di aziende agricole.
Alessandra Bernardeschi
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