Sicurezza
«Più credito per evitare queste tragedie»
Dopo il suicidio del ristoratore, la famiglia in Prefettura a Pisa. Le associazione di categoria si appellano alle banche
CECINA. La Provincia di Pisa «è vicina alla famiglia del ristoratore di Riparbella che si è tolto la vita in un momento di disperazione perché travolto dai debiti e a tutti coloro che si trovano in situazioni di difficoltà». Una vicinanza che per farsi concreta rilancia la rete di protezione sociale “Sos lavoro” formata da enti pubblici, associazioni di volontariato e di categoria, ordini professionali.
Peccato che quella rete sia poco concreta. Tanta la buona volontà quanto scarsi sono i mezzi e l’attenzione. In calce al protocollo che lo scorso 26 settembre ha dato vita a Sos lavoro ci sono 29 firme, sono quelle dei rappresentanti di enti e associazioni che hanno raccolto l'appello a fare squadra lanciato dalla Provincia. La misura è la possibilità di accesso al servizio, attivo dal 10 ottobre.
Un primo contatto che per chi non è abituato a bussare a sportelli di ascolto o di aiuto passa necessariamente via telefono. Peccato però che quel numero sia nascosto nelle pieghe di quel protocollo. Non c’è sito internet che abbia il recapito di Sos lavoro in bella mostra e neppure in qualche piega meno accessibile del web. Il numero però c’è e rimanda allo sportello che in passato e in autonomia aveva attivato la Cna provinciale di Pisa, 050 8068012.
Intanto il prefetto di Pisa, Francesco Tagliente, ha convocato per stamani una riunione straordinaria del servizio di ascolto e di sostegno. Si parlerà degli aiuti alla famiglia del ristoratore di Riparbella.
Nel primo mese di attività dello sportello sono 108 le chiamate registrate dagli operatori. E tutte con un denominatore comune: persone in cerca di un lavoro. «La nascita della rete è stata stimolata dai recenti suicidi avvenuti anche nella nostra zona e mira ad assicurare sostegno psicologico qualificato, assistenza e sostegno sociale, consulenze legali, fiscali, finanziarie, a soggetti con fragilità acuite dallo stato di crisi persistente e dal dramma della mancanza di lavoro – sottolinea la Provincia di Pisa –. Tutti i soggetti pubblici e del privato sociale aderenti alla rete intervengono mettendo a disposizione gratuitamente le proprie strutture, personale qualificato, corsi di formazione e call center operativi con orario prolungato».
«C’è una rete che funziona su base volontaristica, con associazioni che si trovano a fare un mestiere che non è il loro e professionisti che si mettono a disposizione al di fuori del loro orario – dice Andrea Zavanella presidente Cna provinciale –. «Servono risorse per fare prevenzione».
Intanto le associazioni di categoria cecinesi, dopo la tragedia che si è consumata domenica mattina, riflettono sul fatto che dovrebbero essere le banche ad allargare un po’ le maglie del credito.
«Devono capire - spiega Attilio Camposano, presidente Confcommercio - che in questo modo c’è chi chiude l’attività e basta e poi c’è chi si toglie la vita». Anche Paolo Biasci, presidente Confesercenti, conferma: «Noi tentiamo di aiutare chi si rivolge alle nostre strutture, ma accordarsi con le banche non è semplice». Proprio la Confesercenti ha attivato il consorzio Kontiki, per gli acquisti e la promozione turistica, che permette a ristoratori, albergatori e imprenditori del settore di abbattere i costi di approvvigionamento, «ma certo la crisi si sente in tutti i settori imprenditoriali».
Manolo Morandini
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