La protesta
Il Fisco passa ai raggi X migliaia di conti correnti
Da ieri i saldi e i movimenti comunicati dalle banche all’Agenzia delle Entrate saranno utilizzati per dare la caccia agli evasori: si parte con i dati
Migliaia di conti correnti intestati ai cittadini della Bassa val di Cecina finiscono sotto la lente del Fisco. Entro la scorsa settimana, infatti, le banche (e in generale tutti gli intermediari finanziari) dovevano comunicare all’Agenzia delle Entrate vita, morte e miracoli delle somme impiegate o depositate dai clienti nelle loro filiali. La novità fu introdotta nel 2011 dal decreto Salva Italia del governo di Mario Monti: la situazione disastrata delle casse pubbliche imponeva un segnale forte nella lotta ai furbetti. Via via sono stati posticipati più volte i termini entro cui le banche avrebbero dovuto consegnare i dati, ma poi è stato deciso che il 31 ottobre 2013 era l’ultima frontiera. Così è stato. Per adesso, all’Anagrafe tributaria sono stati consegnati solo i dati relativi al 2011; entro il 31 marzo 2014 sarà la volta dei conti correnti attivi nel 2012 e entro il 20 aprile 2015 toccherà al 2013. Le informazioni non potranno essere conservate per più di 6 anni.
Per i conti correnti la banca dovrà comunicare al Fisco il saldo al 1º gennaio e quello al 31 dicembre dell’anno di riferimento, e in più l’importo totale degli addebiti e quello degli accrediti durante l’anno. A quel punto, gli 007 del Fisco faranno partire la vera e propria operazione anti-evasione. Che consisterà nell’incrociare questi dati con le dichiarazioni dei redditi.
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