Sicurezza
«Sanità, qualcuno sta barando» Il Comitato sferza la Regione
Da sei mesi nessuno ha più notizie del documento sottoscritto dai sindaci e dal gruppo di don Reno Accuse ai nuovi vertici dell’Asl: «Sono venuti a Cecina ma non ne hanno parlato. Sanno che esiste?»
CECINA. A distanza di sei mesi nessuno sa più nulla del documento sulla sanità nella Bassa Val di Cecina sottoscritto dal comitato pro-ospedale e dai sindaci. Che fine ha fatto? Quando fu messo a punto, apparve come un passaggio decisivo per impedire che la politica dei tagli continuasse a investire il locale nosocomio fino a travolgerlo. Visto però il silenzio che dura da sei mesi, s’insinua il sospetto che sia passato in cavalleria e che la Regione abbia inteso solo stabilire una tregua pre-elettorale, visto che tra pochi mesi si torna a votare per le amministrative.
Per questo il Comitato pro-ospedale, presieduto da don Reno Pisaneschi, prende posizione contro il silenzio attorno alle sorti di quel documento, il quale ebbe il merito di riavvicinare la gente e le istituzioni, finendo per ridare una compattezza fino ad allora perduta. Ebbene il Comitato parte da alcune affermazioni di Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, che relativamente alla spesa di 850 miliardi da parte della pubblica amministrazione, osserva che un taglio del 2-3% avrebbe permesso di recuperare risorse per 20-30 miliardi. Risorse che avrebbero permesso di limitare i prelievi nelle tasche dei cittadini, osserva il Comitato, e comunque di evitare la drastica riduzione dei servizi, anche quelli sanitari.
Ma a questo proposito non si riesce a capire «quale sia il progetto fortemente ondivago in Regione e nell’Asl. I cittadini della Bassa Val di Cecina non dimenticano però le promesse fatte dai sindaci e dai conduttori del carrozzone regionale e dagli impegnati ai remi della sua galea. Domandiamo: che fine ha fatto il documento preparato dal nostro Comitato e poi completato e firmato dai nostri sindaci? Dal 23 aprile 2013 sono passati sei mesi e tutto tace. È mai possibile che in una corretta democrazia proprio il popolo, fonte d'autorità venga così turlupinato per buttarlo nel cestino del dimenticatoio?»
Richieste facilmente comprensibili, osserva il Comitato, che ricorda come l’Asl 6 da 11 anni sia priva del piano attuativo locale previsto per legge. Ma «nessuno è responsabile e il governatore Rossi dorme o, come sua prassi, non è a conoscenza dei fatti, visto che anche in regione manca il Piano socio sanitario regionale? Stiamo navigando a vista senza Concordia e i capitani hanno sempre ragione!» Poi c’è il capitolo Asl 6 il cui nuovo direttore, Eugenio Porfido, «è venuto a Cecina e neppure ha rammentato il nostro documento: non lo conosce o lo ritiene carta straccia? A tale proposito auspichiamo un incontro con il nuovo staff dirigenziale per avere da loro chiarimenti e rassicurazioni. Non vogliamo essere presi in giro come i livornesi, che dopo aver fatto fallire il referendum per il nuovo ospedale ora si sentono dire "la maggioranza della città ha avallato la richiesta del sindaco”».
Insomma il quadro è tale da produrre quantomeno incertezza: «Quando si cambiano con troppa facilità le carte in tavola è lecito sospettare che qualcuno stia barando. Il Comitato non aspetta l'applauso e neppure lo vuole, come invece altri stanno facendo "sbraitando" ai quattro venti opinioni diverse da quelle espresse sulla stampa non molto tempo fa. Indefessamente abbiamo lavorato per offrire prima alla popolazione e poi alla Asl e alla Regione i nostri punti di vista corredati delle proposte conseguenti. I partiti facciano la loro parte; i sindaci si prendano intera la responsabilità della difesa delle popolazioni; ciascuno svolga l'opera che gli compete perché le poltrone dei vari ponti di comando servano utilmente ai volenterosi. I soffici materassi son fatti per dormire e le morbide poltrone per il riposo dopo un onesto lavoro. Attenzione! Mentre la Concordia mal guidata è in disfacimento il capitano è sotto processo. Per i nostri l'aula di giudizio non è molto lontana e noi cittadini non faremo sconti a nessuno ».
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