Il Tirreno

A Cecina nel marzo 2012 per San Giuseppe

A Cecina nel marzo 2012 per San Giuseppe

Il ricordo di don Marco: «L’ho conosciuto in seminario, le sue parole conquistarono me e molti altri»

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CECINA. I cecinesi lo ricorderanno sempre per quel sorriso mite e i modi affabili, perché Vasco Giuseppe Bertelli non era soltanto il vescovo emerito della diocesi di Volterra, era un gentiluomo. È morto ieri, ma in città lascia tanti ricordi e qualche aneddoto. Classe 1924, da tempo non perdeva le celebrazioni del nostro 19 marzo, San Giuseppe, così come, a Ferragosto, volentieri presenziava alla messa nella chiesa di Sant’Andrea a Marina e alla tradizionale processione con i fedeli e la Madonnina del Mare. Per lui non era un semplice appuntamento, era un rito.

«È stato il vescovo dei miei anni in seminario – dice don Marco Fabbri – e da lui sono stato ordinato sacerdote. Lo ricordo con profondo affetto. Era intelligente e buono e, a mente, teneva i nomi di tutti senza sforzo. A noi parroci era molto vicino e ci consigliava. E lo stesso posso dire del rapporto che aveva con il mondo degli adolescenti e dei ragazzi in genere. La sua parola ha fatto sì che, alla fine del suo mandato, crescesse il numero dei seminaristi, conquistati dalle sue riflessioni e dalla capacità di analisi dei problemi attuali e non solo». Incontrarlo era un piacere. Uomo colto e curioso, aveva il gusto dell’approfondimento e la battuta pronta. Si interessava, interveniva ma sapeva ascoltare. Proprio a Marina, dove è venuto l’ultima volta l’anno scorso, incontrò un ragazzino con uno schermo luminoso tra le mani al posto della candela. Invece di riprenderlo, gli chiese cos’era e, appena saputo che si trattava di un tablet, si fece spiegare come funzionava. Nacque un’amicizia, grazie a efficaci parole che non tenevano di conto dei ruoli né dell’anagrafe. Monsignor Bertelli era un ottimo comunicatore, perché parlava il linguaggio delle persone comuni mettendosi al pari loro per conoscerne i problemi e coltivarne le speranze.

L’altro aspetto per cui in città è ricordato sono le centinaia di pellegrinaggi in Francia e in Israele. «A Lourdes e nel luoghi santi – prosegue don Marco – è stato spesso, accompagnando pure gruppi di cecinesi. L’ho visto l’ultima volta lunedì pomeriggio, quando con il vescovo don Alberto Silvani gli abbiamo fatto visita all’ospedale di Firenze, dov’era ricoverato. Ci ha riconosciuto e ci ha sorriso». Se n’è andato ieri, commuovendo una comunità intera.

Michele Falorni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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