Il Tirreno

«Fiducia nei dirigenti», Comune e partito scaricano Di Lascio

di Rino Bucci
«Fiducia nei dirigenti», Comune e partito scaricano Di Lascio

Dopo il j’accuse sul bando spettacoli del giovane consigliere. Da palazzo civico prendono le distanze: «Si è autoescluso»

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CECINA. «Massima fiducia nei dirigenti comunali e nelle procedure che hanno seguito per l’aggiudicazione della stagione musicale». È la doppia posizione che arriva dagli amministratori di palazzo civico e dal gruppo di maggioranza. Tutti compatti nel difendere i tecnici di piazza Carducci e nel respingere la lista di anomalie protocollate con l’interpellanza di Samuele Di Lascio.

Ora più che mai, l’ex consigliere con l’affidamento alle politiche giovanili è all’angolo. Sia dal Pd che dalla giunta si parla di «fiducia tradita», «di modi sbagliati», persino di «autoesclusione». Insomma, ci sono rimasti davvero male e una richiesta formale di dimissioni sembra la conseguenza più scontata, «un atto dovuto» secondo molti militanti. Non a caso, informati dell’interpellanza, i vertici del partito hanno avviato una serie di telefonate e fissato un incontro di maggioranza per mercoledì prossimo. Si registra anche come sia la parte politica che amministrativa abbiano deciso di condannare la mossa a sorpresa e difendere a spada tratta la componente dirigenziale.

«Il rapporto tra il sindaco e Samuele Di Lascio – spiega l’assessore Antonio Garigali – è venuto meno. Tra lui e Benedetti c’era un’intesa di fiducia, al punto che gli era stata assegnata la supervisione delle politiche giovanili (ma non la delega, ndr). Ora, dopo l’interpellanza presentata, questa fiducia è stata disattesa». Resta difficile comprendere fino in fondo questa posizione. Perché se Di Lascio era titolare di un rapporto fiduciario dopo l’aut-aut dei dirigenti nei suoi confronti (a seguito delle critiche all’assegnazione del bando in estate) il primo cittadino avrebbe dovuto difendere la sua scelta davanti alla dirigenza. Invece, si è preferito allontanare il consigliere eletto dagli uffici. E a conti fatti Benedetti ha sconfessato anche la sua decisione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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