Piscina, la nuova gestione scarica i vecchi lavoratori
Sport Management usa personale proprio, a casa 7 dipendenti della Nuovo Futuro Allarme dei sindacati: «Nel bando del Comune manca la clausola di salvaguardia»
CECINA. Piscina comunale, la nuova gestione lascia a casa i vecchi dipendenti. La rinnovata struttura sportiva della Mazzanta ha riaperto i battenti da appena una manciata di giorni ed è già finita al centro delle cronache. A lanciare l’allarme per la perdita del posto dei lavoratori della cooperativa Nuovo Futuro sono i sindacati. In un comunicato congiunto Cgil, Cisl e Uil esprimono forte preoccupazione per la mancanza dell’accordo sindacale di tutela di coloro che erano già impiegati nella passata gestione della piscina comunale». In pratica, la Sport Management, società veronese che ha vinto la gara per gestire l’impianto, utilizza nuovo personale.
«Il mancato inserimento di una clausola sociale nel bando da parte del Comune di Rosignano Marittimo – scrivono in una nota – ha impedito ai sindacati di intervenire per salvare il posto a sette lavoratori e permette nel contempo alla impresa entrante di effettuare un ribasso del 41% di fronte al quale non è possibile competere per una azienda che rispetti i contratti nazionali di settore e assicuri il rispetto delle norme di passaggio dei lavoratori. Tutto ciò è gravissimo nel merito, per la perdita dei sette posti, e nel metodo in quanto le organizzazioni sindacali sono state escluse da qualsiasi confronto e contributo in merito alla clausola di salvaguardia occupazionale. Infine ci interroghiamo con altrettanta preoccupazione su come sia possibile garantire alla cittadinanza un servizio di qualità con personale così sottodimensionato».
Insomma, i sindacati sollevano più di un interrogativo e annunciano una raffica di vertenze: «Vedremo se ci sarà margine per far valere la clausola di salvaguardia occupazionale – spiega Barbara Celati, responsabile delle cooperative sociali per la Cgil – Poi analizzeremo a fondo il bando per esser sicuri che non vi siano errori: ci domandiamo, ad esempio, come fa la Sport Management a mantenere livelli di retribuzione adeguati con un simile ribasso sul prezzo di partenza». La preoccupazione va alle sette donne (4 addette alle pulizie e tre alla manutenzione) che ora si ritrovano a casa. «Sono ancora assunte dalla cooperativa – spiega Celati – Ma per loro può scattare il licenziamento per giustificato motivo oggettivo, visto che la Nuovo Futuro non è più impegnata nella gestione dell’impianto sportivo».
Alcune delle lavoratrici della cooperativa sono andate a colloquio dai responsabili della veronese Sport Management per essere riassunte ma non hanno avuto fortuna. «Il discorso purtroppo è semplice – spiega Tommaso Morini, capo area della società veronese in quest’ area – Abbiamo già il nostro personale: 7 dipendenti, tre responsabili di segreteria, tre assistenti bagnanti e una addetta alle pulizie. Qualcuno è di Livorno, altri no ma sono tutti lavoravano già per Sport Management a Montepulciano. Le pulizie, inoltre, sono in parte affidate a una ditta esterna, la Rosi Service».
Gianni Parrini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
