Il Tirreno

FRANCONI e ORSINI

«La casa di accoglienza non finirà con uno sgombero»

«La casa di accoglienza non finirà con uno sgombero»

DONORATICO. «La casa di accoglienza di Donoratico non ha le ore contate». Replicano così al nostro articolo di ieri Claudia Franconi (presidente Arci Bassa Val di Cecina)

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DONORATICO. «La casa di accoglienza di Donoratico non ha le ore contate». Replicano così al nostro articolo di ieri Claudia Franconi (presidente Arci Bassa Val di Cecina) e l’assessore Antonella Orsini. «La gestione della casa di accoglienza di Donoratico non termina con uno sgombero - dice Franconi - Questa modalità di gestione delle strutture non fa parte delle abitudini degli enti coinvolti e della nostra associazione che fino al dicembre 2012 ha gestito la struttura. Purtroppo lo scorso anno, mentre gli ospiti non erano presenti nella struttura, delle persone sono entrate provocando danni, tali danni hanno determinato la necessità di un intervento di manutenzione straordinaria che non competeva alla nostra associazione. Il provvedimento è stato il frutto di una decisione sofferta, volta tuttavia a rispettare i cittadini migranti che negli anni hanno utilizzato la struttura rispettandone le regole».

«Fino a oggi - prosegue Franconi - il percorso fatto con i migranti che si sono integrati nel territorio è stato centrato sulla condivisione dei percorsi e sul rispetto delle regole e delle persone coinvolte. Collateralmente alla manutenzione straordinaria stiamo lavorando a un nuovo percorso di accoglienza nel territorio sia dei migranti sia dei cittadini italiani in emergenza abitativa. Un percorso che purtroppo dovrà tenere conto della forte diminuzione delle risorse disponibili per il welfare ma che darà maggior spazio all’integrazione e al coinvolgimento del territorio».

«Nell’immediato - conclude Franconi - ci rendiamo disponibili a collaborare con il Comune per valutare ulteriormente la situazione e trovare possibili altre soluzioni».

«Occorre restituire al territorio - dice Orsini - una struttura che possa assolvere a tali compiti e che in termini di accoglienza possa divenire un punto di riferimento tale anche per i comuni che legano la propria esperienza nella condivisione di politiche socio-sanitarie oggi più che mai indispensabili».

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