Il Tirreno

Commercio e crisi «La legge di stabilità non serve a nulla»

Commercio e crisi «La legge di stabilità non serve a nulla»

All’unisono Umberto Chisci e Anna Landini (Confesercenti): «Avevamo bisogno di una scossa, resteremo impantanati»

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ROSIGNANO. La Confesercenti interviene sulla legge di stabilità e attraverso il suo presidente nazionale Venturi rileva che così com'è non è in grado di dare forza alla ripresa. «Come associazione di categoria – rileva nel nostro ambito Umberto Chisci – siamo preoccupati per quello che potrà avvenire sul piano fiscale nel 2014 e negli anni a venire se, come pare, si darà la possibilità agli enti locali con Tari e Tasi di incrementare in modo sostanzioso il gettito su famiglie e imprese e si dovranno eliminare agevolazioni per 20 miliardi in un triennio, che potrebbero tradursi in un maggior carico fiscale per tutti». Il presidente della sede cecinese prosegue affermando che non si può neanche immaginare che effetto devastante questo potrebbe avere sul sistema delle piccole imprese commerciali che popolano, chissà ancora per quanto, il nostro tessuto economico provinciale.

Tornando a Marco Venturi, tiene a ricordare come non si debba dimenticare che l'anno prossimo il Pil salirà di un modesto 0,7 per cento e la disoccupazione crescerà ancora, oltrepassando la quota del 14%. «Per contro, con questa manovra economica i vantaggi appaiono pochi e limitati, circoscritti come sono a 4 contribuenti su 10». Certamente in questo modo, come osserva il presidente nazionale «non è immaginabile un rilancio dei consumi, né che si possa fermare l'emorragia di chiusure di piccole imprese, arrivate in un anno e mezzo a quota 156mila solo nei nostri settori».

Sulla stessa lunghezza d'onda il numero uno della Confesercenti provinciale. «La manovra non è per nulla benevola – dice Anna Landini – nei confronti dei consumi, visto che dopo quanto è già avvenuto con l'aumento dell'Iva dobbiamo aspettarci nuove sorprese». A partire, ricorda, da quello che avverrà nei confronti di tutti i contribuenti con la revisione già per il 2013 dalle detrazioni per oneri detraibili, dalle spese mediche, fino agli asili nido, agli interessi sui mutui ipotecari. Per non parlare degli interventi a carico di pensionati e dipendenti pubblici. Insomma, altro che semplificazione. «L'Italia aveva bisogno di una vera scossa per ritrovare la via della crescita, invece rischiamo di rimanere invischiati in questa legge di stabilità che appare essere solo l'ennesima palude di interventi poco efficaci». Intanto il quadro a Cecina è preoccupante. Sempre in numero maggiore le attività che chiudono. E non si salvano più nemmeno quelle del centro, fino a pochi mesi fa le uniche a tener duro. Vedi Palazzo Galleria.

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