Sicurezza
Nuovi alberghi, laghetto e negozi alla Mazzanta
I titolari dei campeggi hanno presentato il progetto “La città al mare” per riqualificare 60 ettari a sud di Vada con un piano pubblico-privato
VADA. Si chiama “La città al mare” ed è un piano di riqualificazione totale dell’area tra Vada e La Mazzanta, quella dove si aprono campeggi e residence. Nuova viabilità, piazze, parcheggi, parchi gioco e area di sosta camper, ma anche aumento della ricettività turistica di alberghi e Rta e ristrutturazione di bungalow e piazzole già esistenti. Insomma uno “stravolgimento” di una porzione di territorio ampia 60 ettari, a sud della frazione di Vada. L’idea è venuta ai proprietari di una serie di camping presenti alla Mazzanta.
Come si legge nel documento ambientale preliminare presentato in Comune e alle autorità competenti che adesso dovranno vagliare il progetto, si tratta dei camping Rada Etrusca, Molino a Fuoco, Baia del Marinaio, Campo dei Fiori, residence gli Oleandri, e di Vallini Gianfranco (proprietario di alcuni terreni). L’iter per arrivare a concretizzare l’intervento è solo all’inizio, dato che - come chiarisce l’assessore all’urbanistica Margherita Pia - «trattandosi di un’operazione di grande impatto la legge regionale di riferimento prevede una serie di passaggi, che cominciano con la presentazione da parte dei committenti del documento ambientale preliminare».
Ecco che i proprietari dei campeggi si sono affidati allo studio Sintesis di Livorno che ha elaborato l’analisi ambientale, inoltrandola poi al Comune e a una serie di enti (tra cui Regione, Provincia, Ato costa, Asl, Ministero dell’agricoltura, Consorzio di bonifica) competenti in materia di ambiente. «Adesso questi soggetti - prosegue Pia - forniranno le loro osservazioni e pareri riguardo al documento preliminare e poi, a seconda di queste indicazioni, i committenti prepareranno il documento definitivo per la Vas, valutazione ambientale strategica».
Fatto sta che l’iter per realizzare tra vada e la Mazzanta “la città al mare” è partito e prorpio in questi giorni è scaduto il termino ultimo entro il quale i soggetti competenti in materia di ambiente potevano esprimere i loro pareri.
I motivi della riqualificazione. Come si legge del documento (disponibile anche sul sito internet del Comune) il piano riguarda «60 ettari fra Vada sud e Mazzanta nord, che si articolano lungo l’asse di Via dei Cavalleggeri e delimitati a nord dal torrente Tripesce, a sud dalla frazione denominata La Mazzanta, ad ovest dalla pineta e ad est da una fascia di territorio prevalentemente agricolo». Una zona che secondo il gruppo i titolari di attività ricettive che hanno presentato il progetto «si contraddistingue per il forte potenziale turistico-ricettivo, espresso solo parzialmente a causa di una marginalità qualitativa delle strutture rispetto agli standard di livello europeo». L’assessore Pia riflette sul fatto che alla base dell’ipotesi di trasformazione totale dell’area «c’è il fatto che gli stessi operatori riconoscono la marginalità dei servizi e chiedono ne venga innalzata la qualità. Tutti riconoscono che in quella zona, frequentata da migliaia di turisti da tutta Europa, si potrebbe offrire di più».
Il progetto. Stando a quanto riportato nel documento ambientale preliminare, l’idea dei proprietari dei campeggi della Mazzanta è di creare in quell’area un vero e proprio centro. «realizzazione di una nuova centralità - si legge - denominata porta a Vada, lungo via dei Cavalleggeri, con strutture di servizio alla spiaggia e piccole attività commerciali ampie al massimo 450metri, parcheggi privati ad uso pubblico, aree gioco». Non solo perché il progetto inclkiude «la realizzazione di un sistema di piazze, parcheggi, servizi pubblici, la ristrutturazione della viabilità su via dei Cavalleggeri con controviali e sistemi di sosta». E poi, per incrementare la qualità dell’offerta turistica, sono previsti anche «ristrutturazione dei bungalow esistenti, e aumento della capacità ricettiva: 80 posti nelle Rta e 88 posti in un villaggio albergo, oltre che un laghetto per la pesca sportiva». Per eliminare il vincolo idraulico che da sempre pesa sulle scelte urbanistiche per l’area a sud di Vada si è pensato a «un sistema di casse di espansione e sollevamento meccanico».
Un intervento che «potrebbe portare a una riqualificazione completa dell’area, e avrebbe carattere di pubblico-privato, per condividere l’intervento».
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