Il Tirreno

Gite beffa

Il tour operator si difende, ma per ora niente risarcimento

«Farò riavere il denaro agli studenti tedeschi, ma non credo di riuscirci entro la fine del mese». Dopo il “pasticcio gite” che ha coinvolto una scolaresca tedesca di Colonia

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«Farò riavere il denaro agli studenti tedeschi, ma non credo di riuscirci entro la fine del mese». Dopo il “pasticcio gite” che ha coinvolto una scolaresca tedesca di Colonia (soldi versati per un viaggio che non è mai stata organizzato) Andrea Candelma, titolare dell’agenzia Rubens, spiega che per il momento non riuscirà a restituire il denaro agli studenti, come aveva promesso di fare qualche giorno fa: «Ci vorrà un altro po’ di tempo». Il titolare dell’agenzia, da cui la scuola tedesca si sente beffata, scrive una lunga lettera per dare la sua versione dei fatti. Ne pubblichiamo ampi stralci, ricordando che sulla vicenda è in corso un’indagine della Procura. «Fino a un anno fa – scrive Candelma – avevo un collaboratore in Germania il quale ha terminato il rapporto con la nostra azienda, in quanto mi fu consigliato da lui di cooperare con una ditta di trasporti bus, che io pagai anticipatamente. Ma poi la ditta dei bus ha lasciato a piedi quattro gruppi che ho dovuto far ripartire con soldi provenienti dalle mie tasche. La richiesta di risarcimento a tale ditta è partita già un anno, fa tramite un legale di Cecina, senza per ora aver prodotto risultati concreti ma portando all'immediata rottura dei rapporti con il mio collaboratore».

«Nonostante tutto ciò – prosegue Candelma – egli continuava a riscuotere i soldi delle gite in un suo conto in Germania, pensando di fare risparmiare ai miei clienti i costi eccessivi dei versamenti verso l'Italia, trattenendosi però un suo stipendio, altri costi gestionali e informandoci fuori tempo dei pagamenti avvenuti, che hanno creato problemi analoghi al gruppo arrivato a Bibbona. La prima settimana di settembre, infatti, non avendo visto il saldo entro i 30 giorni antecendeti la partenza siamo stati costretti a respingere un gruppo di Brema. Trattandosi di un errore abbiamo immediatamente restituito i soldi alla scuola».

«Anche con i gruppi di Colonia – prosegue Candelma – è successa la stessa cosa: un accompagnatore ha versato in Germania prima della partenza più di 10.000 euro. Ne siamo venuti a conoscenza troppo tardi per farli partire: altri gruppi, che nello stesso periodo hanno pagato direttamente a noi, sono partiti regolarmente. Ovviamente il mio ex collaboratore è attualmente irreperibile. Sarà mia premura attivarmi affinché i clienti siano risarciti e che la questione sollevata venga definitivamente chiarita».

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