Il Tirreno

«Dateci una sede sicura» Corteo dell’Alberghiero

Stamani i ragazzi saranno in Provincia per consegnare le loro richieste a Kutufà Giovedì incontro fra studenti e genitori: «Scuola nel degrado, vogliamo risposte»

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ROSIGNANO. Corteo degli studenti dell'Alberghiero di Rosignano. Dopo l'autogestione e lo sciopero contro il degrado nel quale versa ormai da anni l'istituto, hanno organizzato un corteo a Livorno per confrontarsi direttamente con la Provincia (organo di competenza degli istituti superiori del Comune). Il ritrovo della manifestazione è fissato per questa mattina alle 9 in piazza Cavour a Livorno. «Cercheremo di presentarci tutti vestiti da imbianchini - ha detto Gabriele Bianchi, uno degli organizzatori della protesta - come lo eravamo la scorsa settimana quando abbiamo tinteggiato da soli, autofinanziandoci, le aule della scuola. Insieme a molti studenti di altri istituti di Livorno e Cecina che in questi giorni ci hanno dato l'adesione, faremo a piedi un percorso di circa due ore, da piazza Cavour fino a piazza del Municipio con vari stop di circa 15 minuti». Arrivo previsto in tarda mattinata presso la sede della Provincia dove una delegazione di studenti, insieme all'assessore Elena Ciaffone, verrà accolta per consegnare la lettera indirizzata al presidente Kutufà, nella quale hanno posto nero su bianco le loro richieste. «Non ci faremo prendere in giro come hanno fatto fino ad ora - prosegue Gabriele - ma cercheremo di capire insieme a loro la situazione reale. Perché il nostro istituto è lasciato a se stesso mentre all'Enriques di Livorno, ad esempio, hanno realizzato lavori per 40 mila euro? Non è possibile che ogni volta dicano che i danni siano provocati dagli studenti, lo è per caso anche il tetto pericolante? Verrebbero loro a lavorare nella nostra scuola o manderebbero i loro figli a studiare all'Alberghiero? Non lo crediamo possibile. Non usciremo finché non assicureranno una sede sicura per noi e i nostri insegnanti». Gli studenti sono infatti convinti che dietro all'indifferenza nei confronti dell'istituto ci siano prevalentemente motivi politici per cui «nessuno muoverà un dito finché non ci scapperà il morto», dicono. Nel frattempo, ieri mattina si è svolta una protesta di alcuni genitori dal preside Borraccini mentre è in programma per giovedì pomeriggio una riunione tra studenti e genitori così come un incontro con alcuni rappresentanti della Confesercenti per discutere delle problematiche relative al degrado scolastico. «Abbiamo molte altre idee da sviluppare come quella di creare dei cesti natalizi da vendere per raccogliere fondi per ristrutturare la scuola. Se non daranno ascolto alle nostre richieste saremo costretti a chiamare dei controlli che non potranno far altro che chiudere una scuola che non rispetta le norme basilari di sicurezza».

Elisa Pastore

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