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Pd diviso in due, Bagnoli vince per 7 voti

Pd diviso in due, Bagnoli vince per 7 voti

Riconfermato segretario dell’Unione comunale per un pugno di preferenze: «Dopo i risultati sui colli ho creduto di perdere»

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ROSIGNANO. Alla fine l’ha spuntata Fabrizio Bagnoli. Soltanto per sette voti. Davvero un pugno di preferenze lo separano dal risultato ottenuto da Michele Bianchi, candidato di area civatiana che nei giorni scorsi era riuscito ad accaparrarsi la maggioranza in molte delle sezioni andate a congresso. Un successo che però non gli è bastato per essere decretato segretario dell’Unione comunale del Partito democratico.

La segreteria resta a Fabrizio Bagnoli, che ricopre questo incarico dalla primavera del 2010. Certo è innegabile che queste consultazioni abbiano fatto emergere un partito che a livello locale è spaccato in due, con una larga fetta di iscritti che ha preferito Bianchi, trentenne con un passato nei Comunisti italiani ed ex assessore alle politiche giovanili, al segretario uscente. Una spaccatura con cui i democratici dovranno senza dubbio fare i conti.

Fino a ieri pomeriggio, quando a completare i congressi dell’Unione comunale mancava soltanto la sezione di Gabbro, i due candidati erano separati da pochissimi voti (18, per l’esattezza), e ciò non consentiva in alcun modo di prevedere come sarebbe andata a finire.

Poco dopo le 21 la certezza. Fabrizio Bagnoli, perito chimico di 48 anni, capoturno alla Solvay, ex consigliere provinciale, rimane alla guida del Pd rosignanese. Bagnoli non ha problemi a dire che «a un certo punto, dopo i risultati dei paesi collinari, non mi aspettavo neppure di vincere».

Certo è soddisfatto per la riconferma ma spiega che «Michele si è dimostrato all'altezza della situazione, è stato corretto e molto preparato. Non c'è nulla da dire, gli faccio i complimenti per il comportamento».

Quanto al futuro dei democratici rosignanesi Bagnoli spiega che «bisognerà fare una valutazione politica attenta del voto nelle varie sezioni, soprattutto dei paesi collinari e annuncia che la segreteria «coinvolgerà tutte forze presenti, tutte le componenti: renziani, civatiani, pitteliani, in vista dell’elezione del segretario nazionale a dicembre».

Quanto a Bianchi, prima di tutto chiarisce di voler fare «i complimenti a Fabrizio, ma leggo i risultati come una nostra vittoria. Di fatto il partito è diviso, e la volontà di cambiamento è riuscita a passare in tantissime persone, molte di più di quelle che potevamo immaginare».

Bianchi sottolinea inoltre che «adesso inizierà un lavoro importante, starà a Fabrizio fare una proposta per andare avanti tutti insieme. Questa necessità di cambiare deve essere presa in considerazione, il Pd locale deve saper leggere quello che emerge dal territorio».(a.c.)

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