Il Tirreno

Pasticcio Tares, centinaia di bollettini in ritardo

Gianni Parrini
Pasticcio Tares, centinaia di bollettini in ritardo

La scadenza per il pagamento era fissata al 16 ottobre ma le lettere sono arrivate dopo. Il Comune vara la proroga: c’è tempo fino alla fine del mese

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CECINA. È allarme Tares, centinaia di bollettini arrivati in ritardo. E tra i cittadini scoppia la paura: «Dovremo pagare le multe?». L’interrogativo da giorni impazza sui social network. Nel gruppo Forza Cecina, ad esempio, il 20 ottobre Mauro Niccolini scrive: «Mi è arrivata stamani la tassa sui rifiuti e sui servizi. Oggi ne abbiamo 18 e sull'avviso c'è scritto che va pagata entro il 16». Il post è seguito da una quarantina di commenti, tutti di persone che si trovano nella stessa situazione e che ora discutono dell’eventuale multa.

Non si tratta di casi isolati e il Comune lo sa benissimo. Gli avvisi di pagamento per la seconda rata della Tares, emessi dagli uffici di palazzo civico sono stati 17.249, per un gettito totale di 3 milioni e 776mila euro, comprensivi della maggiorazione di 30 centesimi a metro quadro. Ma quanti siano i bollettini arrivati dopo il 16 ottobre (in un primo momento termine ultimo per il versamento)non c’è modo di saperlo. «Il flusso informativo relativo ai modelli F24 pagati a titolo di Tares – fanno sapere dagli uffici – perviene al Comune tramite il canale telematico Siatel dell'Agenzia delle entrate: nello stesso flusso informativo sono rendicontati i versamenti effettuati dai contribuenti circa un paio di settimane prima. Detto questo, oggi è impossibile quantificare il riscosso entro il 16 ottobre scorso a titolo di seconda rata Tares».

Una cifra precisa, pertanto, non c’è ancora ma i bollettini ritardatari sono indubbiamente molti. Tant’è che nei giorni scorsi da palazzo civico è arrivata una news per informare i cittadini «che essendosi verificati ritardi nella consegna delle cartelle relative alla seconda rata del saldo della Tares, i versamenti che giungeranno entro il prossimo 31 ottobre 2013 saranno comunque considerati regolari e non verrà applicata alcuna maggiorazione». Niente sanzioni né interessi di mora. Chiaro e semplice, anche se forse la comunicazione avrebbe avuto bisogno di maggior visibilità, visto che riguarda tutti i cittadini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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