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“Gite beffa”, lettera a Provincia e Regione

“Gite beffa”, lettera a Provincia e Regione

Il sindaco scrive agli assessori al Turismo: «Cerchiamo una soluzione per la scolaresca tedesca»

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CECINA. Una lettera per rimediare. Una lettera per coinvolgere Provincia e Regione. Una lettera per far conoscere il vero volto della Toscana. La vicenda della scolaresca tedesca beffata dal tour operator della Mazzanta (che avrebbe preso 36mila euro senza prenotare la gita) non si è ancora conclusa. Il sindaco Stefano Benedetti ha intenzione di scrivere agli assessori al turismo di Provincia e Regione per metterli al corrente dell’accaduto e trovare insieme a loro delle soluzioni condivise. «Nei giorni scorsi – spiega il primo cittadino – abbiamo ricevuto una mail dalla scuola di Colonia. Chiedono il nostro aiuto nella risoluzione di questa vicenda. Pare che gli studenti coinvolti siano più di un centinaio. Per questo ho intenzione di scrivere agli enti locali che stanno sopra di noi, voglio coinvolgerli nel tentativo di dare una mano a questi ragazzi».

Comune, Provincia e Regione, visto il difficile momento che stanno attraversando per i vincoli imposti dal Patto di stabilità, non hanno la possibilità di restituire di tasca proprio i 36mila euro di cui sono stati defraudati gli studenti di Colonia. Più probabile che si opti per una sorta di “vacanza riparatrice”: magari invitando la scolaresca a tornare in Toscana, con alloggi a prezzi ribassati e ingressi gratuiti nei musei delle città d’arte. Un modo carino, per dimostrare ai tedeschi che esiste una tradizione di accoglienza e ospitalità ben diversa da quella che purtroppo hanno conosciuto.

Intanto, la vicenda investigativa prosegue e i media tedeschi la seguono con grande attenzione. Il procuratore capo Francesco De Leo ha aperto ufficialmente un fascicolo nei confronti della Rubens Viaggi di Andrea Candelma. Le ipotesi di reato sono quelle di appropriazione indebita e truffa. Nei giorni scorsi, inoltre, il giornalista tedesco Frank Piotrowski, è tornato a Cecina per vedere se la filiale della Rubens aveva chiuso i battenti. Era stato lo stesso Candelma a ventilare questa soluzione. «Ma quando sono andato nella loro agenzia i dipendenti erano tutti al lavoro e stavano prendendo altre prenotazioni dalla Germania – racconta Piotrowski – Così ho chiamato Candelma, gli ho chiesto cosa stava succedendo e se davvero avrebbe restituito il denaro entro fine mese. Mi ha risposto che non ce l’avrebbe fatta e che la colpa era solo dei giornali». Nei prossimi giorni vedremo se i soldi verranno restituiti o meno. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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