Il dolore
Travolta la ditta Vanni i cani salgono sulle cucce
MONTESCUDAIO. «Abbiamo passato la notte qui, pronti a salvare cani e cavalli». Tra le tante emergenze dell’altra sera, una ha riguardato gli animali. Una sorta di carovana umana si è messa in moto...
MONTESCUDAIO. «Abbiamo passato la notte qui, pronti a salvare cani e cavalli». Tra le tante emergenze dell’altra sera, una ha riguardato gli animali. Una sorta di carovana umana si è messa in moto per portare in salvo gli animali a rischio. Per fortuna, non c’è stato bisogno di mettere in acqua l’Arca di Noè, ma la macchina dell’emergenza era pronta a caricarli. Una delle storie da raccontare è quella di Carlo Pannocchi, “cinghialaio”, che assieme ad altri cacciatori tiene i suoi preziosi cani in un’area a ridosso del fiume, subito dietro la discoteca Tinì. Ieri sera intorno all’1 è stato svegliato da una telefonata. «Il livello del fiume è alto, dobbiamo andare a salvare gli animali». All’altro capo del telefono c’era Rex Modesti, che sempre in quel piccolo appezzamento di terra ha costruito un recinto per i suoi due cavalli: Tenere e Bucaneve. «Sono vecchi e non li monto più – racconta – Ma sono miei da 20 anni e non me la sentivo di lasciarli lì. Così io e la mia compagnia siamo andati a monitorare la situazione». Cacciatori e cavalieri, dunque, si sono ritrovati insieme per proteggere gli animali. «Siamo rimasti qui fino alle 6 del mattino – racconta Pannocchi – Avevo già attaccato il carrello per portarli via, ma per fortuna a il livello dell’acqua ha cominciato a scendere e non c’è stato bisogno di spostarli».
Anche alla ditta di Pierino Vanni, in località Pianetto a Montescudaio, oltre ai danni che l’acqua ha fatto sul piazzale c’è una storia di animali a quattro zampe da raccontare. «Abbiamo sette cani, due pastori tedeschi e cinque segugi – racconta il titolare – Per fortuna sono abituati alle piene. Quando l’acqua sale montano sulle cucce». In piena notte un metro d’acqua ha invaso il piazzale in cui la ditta che produce inerti, tiene sabbia, ghiaia e impianti di lavorazione. «Oggi abbiamo ripulito l’area – spiega il geometra Daniele Granchi – Domani metteremo in moto le macchine per vedere se gli impianti elettrici funzionano. Il danno indubbiamente c’è stato perché l’acqua, oltre a portare via parte dei materiali che depositiamo sul piazzale, ha “sporcato” la sabbia e sicuramente dovremo rilavorarla». (g.p.)
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