La manifestazione
Spaccio in discoteca, cinque arresti
Altri quindici giovani denunciati nell’ambito di un’indagine della Finanza. All’alba di ieri il blitz e le perquisizioni
CECINA. Giovani, dai 23 ai 27 anni, organizzati intorno a un quarantenne più scafato e intraprendente. Un gruppo in grado non solo di procurarsi lo stupefacente da spacciare in mezza provincia ma anche di produrselo in proprio: produrre ecstasy da piazzare in giro tra le discoteche della zona.
Sono stati arrestati quasi tutti nella giornata di ieri dalla guardia di finanza di Cecina, che li aveva messi sotto osservazione da un paio di anni.
Il quarantenne era già in carcere ed è stato raggiunto lì, a San Gimignano, dall’ordine di custodia cautelare firmato dal gip Antonio Pirato su richiesta del sostituto procuratore Massimo Mannucci che ha coordinato l’inchiesta.
Charfi Marouani, tunisino residente a Donoratico, è considerato la mente dell’organizzazione. Quello che aveva i contatti giusti, il principale fornitore di cocaina, di hashish, di marijuana. E di pasticche. Ne sono state sequestrate oltre mille di Mdma (metilendiossimetanfetamina),, oltre a chetamina ed efedrina. Droga che sul mercato avrebbe fruttato oltre trentamila euro.
Marouani dunque era già in carcere, a San Gimignano, dove sta scontando una condanna confermata in appello sempre per spaccio (fu arrestato in flagrante dalle stesse fiamme gialle cecinesi davanti alla stazione di Livorno).
Gli altri invece sono stati prelevati all’alba dalle loro abitazioni: Michael Salvadori, Luca Limann i, Fabio Fiorini.
I finanzieri cecinesi, coordinati dal tenente Pierdario Fasciano, ieri mattina sono andati a bussare anche alla porta di Denise La Sala. Ma la ragazza non era nella sua abitazione di Livorno. E’ stata rintracciata poche ore dopo, a Massa. Anche lei è finita in carcere come gli altri, tranne Limanni: per lui è stata disposta una misura cautelare minore, l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Nell’ambito dell’operazione “The wharf" (letteralmente attracco, banchina) sono state denunciate altre quindici persone. Tutte giovani, tra i quali molti clienti.
“The wharf” costituisce la fase finale di indagini partite nell’estate del 2011 con l’osservazione e il pedinamento del tunisino di Donoratico.
Indagini lunghe, laboriose, sviluppate attraverso appostamenti e molte, molte intercettazioni telefoniche.
In questo modo le fiamme gialle cecinesi hanno inviduato i canali di approvvigionamento degli stupefacenti e sono riusciti pazientemente a ricostruire la struttura di quello che definiscono «un ramificato gruppo di giovani dedito allo spaccio di droga non solo leggera, ma anche e soprattutto sintetica».
Droga che, sempre secondo le indagini, veniva spacciata sia nella città di Livorno (dove con ogni probabilità le partite giungevano via mare, come evoca il nome dell’operazione), che in mezza provincia, soprattutto intorno alle discoteche e ai luoghi di ritrovo dei giovani.
Il quadro probatorio ha convinto il giudice delle indagini preliminari a emettere le misure cautelari personali.
Qualche settimana fa era stata arrestata un’altra ragazza, sorpresa in flagranza di reato.
L’ultimo blitz invece è avvenuto di ieri. Nel corso dell’operazione sono state eseguite diverse perquisizioni domiciliari, anche con l'ausilio di unità cinofile antidroga del comando provinciale. Perquisizioni che hanno consentito di sequestrare la droga, bilancini di precisione e denaro in contanti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
