Il dolore
Troppa burocrazia e clima pesante
Comunali sotto stress? Ore (Rsu): «Nel rapporto ci sono già delle proposte per superare lo stallo»
CECINA. Poco meno di dieci mesi fa furono le associazioni sindacali a denunciare il clima teso in Comune, soprattutto nei rapporti tra dirigenti e dipendenti. In quel caso, era stato il paventato blocco degli straordinari a far scaturire l’intervento. Per la prima volta si parlò anche della relazione sullo stress pubblicata nei giorni scorsi. Ora, che il dossier è uscito dai cassetti e la discussione innescata chi rappresenta i lavoratori torna sull’argomento.
Armando Ore, coordinatore Rsu del Comune prova a disegnare un quadro dei problemi dell’amministrazione: «L’immagine che ne esce fuori non è esaltante, in alcuni casi deprimente, a Cecina sicuramente problematica. Questa situazione non fa bene a nessuno: né al dipendente pubblico, né al cittadino». «L’indagine sullo “stress” dei dipendenti – continua Ore - in qualche modo solleva un problema reale. Ci sono nella nostra amministrazione delle cause che rendono il lavoro meno produttivo, l’utilizzo degli strumenti a disposizione inefficiente, i risultati raggiunti non del tutto efficaci. Sono cause strutturali che si originano dalla situazione politico – economica del nostro paese ma anche interne, dovute ad una serie di fattori tra i quali voglio solo elencare un clima interno non sereno, l’immobilità organizzativa, l’iper burocratizzazione, i compartimenti stagni per proteggere i piccoli/grandi poteri, il proprio status quo a discapito del bene comune. Non è forse questo il motivo dello stress?». «Di questo stato di cose c’è uno studio che ne attesta l’esistenza “scientifica”. Non è un sentito dire, un indecente lamentarsi da parte di chi non avrebbe niente per cui farlo. Il documento è obbligatorio per tutti i datori di lavoro ed il Comune lo ha commissionato ai costi di mercato, non è questo il problema. Il problema sta nel fatto che, a volerlo leggere senza paraocchi, esplicita una richiesta forte e responsabile dei dipendenti: vogliamo lavorare meglio, strumenti adeguati, servizi più qualificati e puntuali. Abbiamo bisogno di sedi idonee per noi e per i cittadini. Sta in questo il nostro malessere». Le Rsu vogliono sottolineare la natura del loro “malessere” per sgombrare il campo da facili equivoci. «È un’operazione di corto respiro bollare lo sfogo dei dipendenti pubblici come un atteggiamento di cui si dovrebbero vergognare, così come è miope confrontare lo stress di un lavoro con quello di un altro. Perché dovremmo farci un esame di coscienza?»
Infine un suggerimento, a chi voglia intendere, per il futuro: «Nel documento dello “stress” già ci sono suggerimenti, per chi li vuol leggere. Da qui si potrebbe partire per prendere una buona strada. Come Rsu e sindacati Cgil, Uil, Csa lo abbiamo fatto più volte presente chiedendo di iniziare un lavoro di ammodernamento e riorganizzazione della struttura e delle sue modalità di funzionamento. Lo abbiamo fatto per ora invano».
Rino Bucci
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