Finanza
Trattori e cavalli contro la cava
Sui colli di Castelnuovo manifestazione ambientalista per dire no al nuovo escavo della fornace Donati
CASTELNUOVO. Trattori, cavalli, mountain bike. E poi striscioni e magliette su cui campeggia un messaggio forte e chiaro: rispettiamo l’ambiente, no alla cava del Gozzone.
Il comitato salvaguardia e sviluppo territorio e occupazione (Cssto) fa sul serio. Il gruppo, che riunisce oltre cento persone fra titolari di agriturismi e aziende agricole presenti sui colli tra Castelnuovo e Gabbro, è sorto la scorsa estate per contestare la creazione di una nuova cava di argilla, che l’azienda di laterizi Donati ha chiesto di avviare in località Gozzone.
Proprio su questa collina immersa nel verde, tra le frazioni di Castelnuovo e Gabbro, ieri mattina i rappresentanti del Cssto si sono riuniti per mettere su una manifestazione di protesta. Hanno portato trattori e cavalli, qualcuno è arrivato in bicicletta. Esattamente nell’area dove dovrebbe sorgere la cava, che la Provincia ha già inserito nella proposta di piano cave provinciale approvata poche settimane fa, hanno sistemato un gazebo e striscioni di protesta.
«No cava si lavoro»: questo lo slogan dell’iniziativa che è proseguita per tutta la mattina. E, per far capire che l’attività industriale legata all’escavo della Donati sarebbe incompatibile con l’economia verde che attualmente è florida sui colli a monte di Rosignano, hanno portato marmellate, olio e vino prodotti nelle loro aziende agricole.
Insieme ai membri del comitato, che tra l’altro pochi giorni fa ha ottenuto l’appoggio ufficiale di una serie di associazioni ambientaliste livornesi (tra cui Wwf, Legambiente e Lipu) riunite nel progetto “Occhi sulle colline”, sulle alture dietro Rosignano c’erano anche tanti cittadini interessati a tutelare i colli di Castelnuovo.
«Secondo il progetto della Donati - dice Beatrice Pizzi, portavoce del comitato - la cava dovrebbe occupare quindici ettari, con uno sbancamento di argilla di 100mila metri cubi all’anno». Un’attività industriale che secondo gli ambientalisti è assolutamente incompatibile con le attività agricole e turistiche che già esistono su questi colli. «Nel 2002 - prosegue la portavoce - qui esistevano, secondo un censimento commissionato dal Comune, 60 soggetti agricoli che adesso sono saliti a 81. Il Comune già allora dette parere sfavorevole a una cava in questa zona, quindi adesso non può accettare l’avvio del nuovo escavo».
Fatto sta che la Provincia, competente in materia di autorizzazione di nuove cave, ha di fatto accettato la richiesta della Donati, inserendo nel piano cave anche la zona del Gozzone. «È assurdo - proseguono i rappresentanti del comitato - oltretutto non è chiaro se e come verrebbe eseguito il ripristino ambientale della zona scavata, il timore è che verrebbe semplicemente abbandonata a se stessa. E questo a noi non va bene».
Oltre a polemizzare contro la cava in sé, il comitato ieri ha fatto presente una serie di problematiche connesse all’attività estrattiva. «Basta pensare - come si legge in un volantino distribuito ieri durante la protesta - alla necessità di costruire nuove strade per il passaggio di grandi mezzi di trasporto e al rischio di sfruttamento della cava per la gestione dei rifiuti».
Il comitato, che si è dotato di alcuni legali del foro di Pisa, domani ha in programma un incontro con il sindaco, gli assessori Pia, Donati, Agostini e i presidenti di alcune commissioni consiliari, a cui ribadiranno le loro posizioni.
Anna Cecchini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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