Proteste
La Zattera volta pagina
Dopo 21 anni cambia la gestione di bar e ristorante
MARINA DI CASTAGNETO. Dopo 21 anni il team Martellucci lascia La Zattera bar e ristorante. Un arrivederci un po’ nostalgico al culmine di una pagina intensa di vita professionale, quella di Valdo e Assuntina che insieme ai figli Sandro e Simone hanno segnato la storia del piccolo ristorante che si affaccia su uno degli stabilimenti più frequentati della costa.
Sono sempre stati lì, estate e inverno, in uno dei pochi luoghi aperti per tutti, anche nelle fredde giornate invernali. Un rifugio, un ritrovo.
Se ne vanno, a fine contratto, «perché la proprietà ha preferito un cambio generazionale», così ci spiegano. Il bar infatti passerà nelle mani di una società composta da tre giovanissimi, qualcuno già gravitava nel locale. Per l'occasione ci sarà una grande festa, domani a partire dalle 18, per salutare in allegria tutti: amici, dipendenti, clienti affezionati del locale.
La notizia ha sorpreso parecchi, nessuno in verità se l'aspettava. Anche perché i Martellucci sono sempre stati vicini alla gente, il capofamiglia Valdo è un'icona per la Marina e non solo. Instancabile, sempre al lavoro per regalare sorrisi agli ospiti. Era il 1992 quando decise di lasciare le acciaierie di Piombino, dove lavorava, per affiancare la moglie Assuntina, che già lavorava alla Zattera accanto agli storici proprietari Aldo e Giorgio Baglioni. Furono loro a fare la proposta. E la coppia accettò, poi arrivarono i figli.
E da allora la gestione è sempre stata familiare.
«Chi l'avrebbe mai detto, - raccontano i Martellucci - com’è volato il tempo. La vita forse va così, ti sembra di andar piano invece insegui la tua storia e noi siamo arrivati fino a qui. Ma è solo un arrivederci, torneremo, perché noi siamo fatti per stare in mezzo alla gente».
E i momenti belli non si scorderanno mai. «Ne avrei tanti da citare - aggiunge Simone - ma ancora chiudo gli occhi e immagino il mio povero zio Amedeo, scomparso purtroppo poco tempo fa, mentre imbiancava il bar, come solo lui sapeva fare... E non dimenticheremo il calore che la gente ci sta dimostrando, ora che sa che ce ne andremo. Alcuni piangono e ci stanno riempiendo di regali. E poi ci sono ricordi infiniti di persone qualunque e di personaggi più noti, passati di qua... magari anche solo per un caffè. Ma per noi tutti i clienti sono uguali. L'importante è che chiunque qui, con noi, si è sentito a casa».
Insomma si chiude una porta ma magari, come si dice in questi casi, si aprirà un portone. «Ce lo auguriamo di cuore per noi e per i nostri clienti. Ora spegniamo le luci, con un po’ di tristezza, è innegabile. Ma non nel volto, solo nel cuore. Perché per noi il bar la Zattera era una casa, un posto sicuro in cui ripararci. Ma questa è la vita».
Divina Vitale
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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