Il dolore
Pd, Bianchi sfida Bagnoli «Noi, il cambiamento»
La corsa per la segreteria comunale. «Primarie fondamentali, non un’opzione» I renziani alla finestra? «Se vogliono il rinnovamento sanno chi scegliere»
ROSIGNANO. Quando chiediamo a Michele Bianchi se è preoccupato del fatto che i renziani rosignanesi stiano per il momento alla finestra nella contesa per le segreteria comunale, lui dice di no. «Renzi chiede un cambiamento no? Noi crediamo che questa nostra proposta, a differenza di quella di Bagnoli, interpreti meglio e maggiormente l’esigenza di cambiamento». E se è vero che 15 km più a sud (a Cecina) lo zoccolo duro dei renziani sembra stare col segretario uscente (Roventini, area Cuperlo), a Rosignano - fa capire Bianchi - i giochi sono ancora da fare. Con uno staff di trentenni e comunque over 40 (a parte qualche eccezione), di cui fanno parte Samantha Olindo, Leonardo Conforti, Arianna Faucci, Tommaso Faso, Laura Giusti, Miriano Cirinei ed altri, il “civatiano” Bianchi punta deciso alla segreteria. Lo fa con un programma il cui slogan è “Con noi ora per interpretare il cambiamento”. «Perchè è questo è il momento di cambiare. Noi non siamo contro qualcuno e qualcosa, il congresso non vuole essere una resa dei conti ma un’occasione per riscoprire l’essenza della contaminazione delle idee».
Classe 1983, ex assessore nella giunta Nenci, lo sfidante di Bagnoli racconta di aver provato - invano - un percorso comune col segretario uscente. «Siamo stati contattati per vedere se potevamo ritirare la nostra candidatura - dice -; abbiamo cercato di capire se c’era questa possibilità di confronto e di apertura. Poi abbiamo convenuto che quanto chiedevamo non trovava spazio nel programma di Bagnoli e siamo andati per la nostra strada. Devo dire che anche Bagnoli ha scelto di confrontarsi nel congresso». Non è un mistero che Bianchi ed i suoi abbiano un atteggiamento critico nei confronti dell’amministrazione comunale. Col rammarico che una verifica di fine mandato non si è mai chiusa. E che chiedano, a gran voce, le primarie. «Come metodo, non per le prossime elezioni comunali - dice Bianchi - Le primarie sono uno strumento di partecipazione politica che deve valere per l’elezione di tutte le cariche monocratiche».
Così, se Bagnoli ha aperto alle primarie per il sindaco, Bianchi le ritiene fondamentali tanto da chiedere di cambiare lo statuto». Il risultato? «Conta, certo - dicono Bianchi e Conforti (in lizza per la segreteria del circolo di Castiglioncello), e non ci sentiamo di partire sfavoriti». «Noi ci mettiamo la faccia, abbiamo voglia di metterci in gioco perché si attui il cambiamento». E ciò in un partito ormai di sessantenni che è arretrato a 520 iscritti (dati 2012) e che ha bisogno di far camminare nuove idee. «E seperdiamo proveremo a cambiare da dentro questo Pd», giurano.(a.r.)
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