Sicurezza
Teatro Solvay, il Comune rilancia sulla gestione
Il sindaco ribadisce l’interesse a ottenere il complesso in comodato d’uso «Potremo valorizzare le attività culturali portate avanti nella tensostruttura»
ROSIGNANO. Dopo un lungo silenzio durante il quale il problema sembrava fosse stato accantonato, il sindaco Alessandro Franchi nei giorni scorsi è torna a ribadire l’interesse da parte dell’amministrazione comunale di trovare un accordo con la società chimica Solvay per la gestione del teatro. Teatro che l’azienda ha messo in vendita a partire dalla fine del 2009.
Una decisione, quella dei vertici di via Piave, che portò alla costituzione di un Comitato perché quel teatro, a Solvay, rappresenta un valore identitario, sociale, culturale ed aggregativo anche se, da tempo, la sala viene utilizzata solo come cinematografo o, tutt’al più data ad associazioni e scuole per saggi o eventi. Sono insomma lontani gli anni dei cartelloni teatrali che presentavano compagnie prestigiose che si fermavano a Rosignano dopo i successi ottenuti nei teatri romani o milanesi. Eppure non è lontano il loro ricordo nel cuore dei rosignanesi.
E adesso che la direzione dell’azienda Solvay è passata di mano (nel luglio scorso è arrivato il nuovo direttore Davide Papavero) i cittadini tornano a sperare che, forse, qualche cosa possa sbloccarsi. «Il discorso sul teatro è aperto – ha detto dice Franchi sentito sull’argomento alcuni giorni fa – come nel 2010 noi siamo disponibili a trovare un accordo con Solvay per prendere in comodato d’uso gratuito la struttura. Un mandato sostenuto da tutto il consiglio comunale che ha votato in tal senso. Come amministrazione, anche attraverso Armunia, vorremmo poter entrare in una gestione diretta del teatro soprattutto pensando a tutte le attività teatrali svolte durante la stagione invernale. Adesso tutti viene svolto all’interno della struttura del Castello Pasquini. Certo che con la gestione della sala teatrale potremo valorizzare le attività oggi svolte nella tensostruttura. Ma la gestione del teatro Solvay potrebbe essere utile anche rilanciare e valorizzare la cultura che l’attività teatrale rappresenta».
Un’attività che per anni ha legato i cittadini di Rosignano al teatro Solvay, costruito nel 1928, e a Dino Lessi, che a partire dal 1936 ne fu il direttore. «E dunque in un rinnovato rapporto tra Solvay e territorio – ha detto Franchi – ci auguriamo di trovare un accordo per la gestione del teatro», oggi una struttura gestita da Solvay ma innegabilmente poco sfruttata rispetto alle potenzialità e che, magari dopo alcuni restauri, potrebbe ancora offrire un rilancio di questa attività che ormai fa parte della collettività rosignanese e di tutto il territorio.
Alessandra Bernardeschi
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