Il Tirreno

Eolico a Riparbella, Ipc: «Due pesi e due misure»

Eolico a Riparbella, Ipc: «Due pesi e due misure»

La Regione dice no al parco di Monteverdi, sì a quello di Riparbella. E la lista civica evoca la beffa

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Una valutazione non uniforme della pubblica amministrazione di fronte a un problema identico. L’argomento è quello dei parchi eolici, che a Riparbella suscitò discussioni, polemiche a non finire e monopolizzò il dibattito prima delle recenti amministrative. Interviene la lista civica Insieme per Cambiare: «La notizia della bocciatura definitiva da parte della Regione del progetto eolico di Monteverdi suona come un'ulteriore beffa per i cittadini di Riparbella». Insieme per Cambiare ne deduce che quelle dell’ex sindaco Fontanelli fossero solo invenzioni: «Hanno sempre sostenuto in coro che il Comune non poteva far nulla per impedire la realizzazione del Parco di Malconsiglio e che la decisione spettava alla Regione. Monteverdi insegna che il Comune avrebbe potuto fare molto, poiché la bocciatura dell'impianto di Monteverdi è stata indotta dalle osservazioni riguardanti le criticità paesaggistiche e ambientali inviate alla Regione proprio dagli enti interessati dal progetto». E dunque, cosa ha fatto la differenza? Non il paesaggio, afferma Insieme per Cambiare, ma le persone «e cioè i Comuni limitrofi con i rispettivi sindaci, Fontanelli e la sua maggioranza della quale il nuovo sindaco Fantini faceva parte, i tecnici del Comune di Riparbella, i partiti coinvolti e probabilmente altri diversi interessi a noi sconosciuti». La vicenda monteverdina conferma la qualità del lavoro svolta da Ipc-Riparbella, «ma ci dà purtroppo la conferma che quella di Malconsiglio è stata una svendita totalmente gratuita del territorio di Riparbella a favore degli speculatori eolici».

Insomma una beffa, spiegano gli esponenti della Lista, tanto più che in un anno ai riparbellini non è arrivato neppure un euro «dei tanti promessi da Fontanelli, il quale affermò allora di aver preso personalmente accordi verbali con la Agsm di Verona del sindaco leghista Tosi». E nonostante le intimazioni a non approvare il piano acustico, la nuova giunta Fantini «nell'ombra sta contrattando con Agsma la nuova convenzione e non sembra voler troncare col passato poiché, come fece Fontanelli, ci è stata negata la possibilità di conoscere quali sono gli aspetti della nuova convenzione sulla quale stanno lavorando».

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