Sicurezza
«Abbiamo dormito ora voglio che il Pd parta all’attacco»
Luna Biondo, candidata alla segreteria comunale cecinese: «In quattro anni siamo passati da 800 a 390 tesserati»
CECINA. Civatiana, ma odia le etichette. «E poi a livello di congressi locali sposo le parole di Barca, le correnti non devono esistere. Le piattaforma territoriale deve stare fuori dagli schieramenti interni».
Vuole un Pd all’attacco, Luna Biondo. «Un partito che non si fa dettare l’agenda politica», dice. Ricorda, a proposito, i ritardi con cui il partito ha affrontato le questioni dell’ospedale, dell’acqua, dei rifiuti, anticipato dai comitati. Chiede un Pd “aperto”, «in costante dialogo con le espressioni della società stessa». La segretaria del circolo Marina-Centro se la dovrà vedere col coordinatore uscente, Benedetto Roventini, che ha preso in mano il partito dopo le dimissioni di Alessandra Meini al culmine del caso-Ghezzani. Quel Roventini sostenuto da una parte di renziani, oltre che dai bersaniani oggi con Cuperlo. Ma non è preoccupata, di questo, Luna Biondo. Di questa allenza che rischia di schiacciarla. Anzi. Rivendica semmai la propria autonomia, il proprio percorso politico. «Io non ho fatto accordi con nessuno», dice, quasi a togliersi qualche sassolino dalle scarpe. «Alle trane, alle intese, preferisco le idee», dice. «Non mi piace questo unanimismo di facciata. Se ci sono diversità di vedute è bene che emergano». E’ questo il senso dell’”open Pd” che vorrebbe. Si è circondata, per questo, di uno staff di under 40. Quello dei giovani di Marina-Centro: Costagli, Cocco, Parenti, Martignoni, Cerrone, Calderone. Rivendica l’apertura alle idee ed al confronto e sottolinea come la pagina Facebook del circolo è diventata, col tempo, una sorta di “laboratorio politico” che ospita interventi anche dall’esterno. «Oggi il Pd appare autoreferenziale», scrive nel suo programma elettorale, intitolato un po’ renzianamente “Cambiare il Pd per cambiare Cecina” . Siamo passati dagli 800 iscritti del 2009 ai 390 del 2012 con un partito composto per il 70% da pubblico impiego e pensionati. «Abbiamo perso la rappresentanza di intere categorie produttive del Paese». Dice che il suo circolo ha saputo mantenere gli iscritti anche grazie ad un “linguaggio nuovo”, quello che lei invoca per il partito. Rivendica di aver raccolto le 35 firme per la segreteria da esponenti di tutti gli schieramenti. Si definisce una “renziana ante-litteram” e tra i suoi sponsor per la contesa locale annovera uomini come Del Ghingaro e Nicodemo. «Abbiamo bisogno di un’assemblea comunale che possa riunirsi in tempi veloci». Non parla di amministrative, volutamente. Ma del percorso sì. E dovrà essere quello delle “primarie delle idee”, con candidati espressi dagli elettori. Chiede un cambiamento, ma non a parole. «E’ un concetto che non si declina, ma si pratica». Parola di Luna.(a.r.)
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