La protesta
Cautela verso il vertice Asl «I tagli ci hanno disilluso»
Il Comitato pro-ospedale chiede un incontro a Porfido: «Potrà chiarirci i dubbi» Il primo punto sta nel documento sottoscritto con i sindaci: «Che fine ha fatto?»
CECINA. Temo i greci anche se offrono i doni. Il Comitato pro-ospedale sembra condividere in pieno la frase pronunciata da Laocoonte di fronte alle mura di Troia. Ma stavolta al posto del cavallo di legno ci sta la nuova riorganizzazione dei servizi sanitari, presentata nei giorni scorsi dallo staff dirigenziale dell’Asl 6 alla commissione consiliare riunita all’auditorium. Un’occasione in cui non erano ammessi interventi da parte del pubblico: gli attivisti del Comitato, presieduto da don Reno, per questa ragione si sono limitati ad ascoltare, rinviando a oggi la loro presa di posizione. A prevalere, appunto, è la cautela: i tagli ai servizi compiuti nel recente passato dalla precedente gestione dell’Asl sono stati tali e tanti che la circospezione è d’obbligo. E infatti «il comitato ritiene opportuno fare alcune considerazioni sulla riunione di giovedì 10 ottobre dove il nuovo staff di dirigenti dell’Asl 6 (Eugenio Porfido, Carlo Giustarini e Antonella Valeri), ha illustrato alla quarta commissione consiliare il progetto di riordino del nostro ospedale. Noi del Comitato abbiamo assistito tra il pubblico e non avevamo diritto di parola, quindi è questo veto istituzionale che ci ha impedito di porre domande».
Dunque in nessun caso il silenzio può essere attribuibile alla condivisione della relazione introduttiva. E tuttavia è «doveroso sottolineare che l'atteggiamento dei dirigenti ci è sembrato disponibile ed aperto al confronto ma, purtroppo, l'esperienza avuta con i loro predecessori ci ha resi estremamente cauti visto che nel passato i nostri dubbi e timori hanno, ogni volta, trovato conferma».
Per questo la soluzione sta in un confronto diretto, da tenersi tra i componenti del Comitato e la direzione dell’Asl 6: «Chiediamo un incontro con i dirigenti per avere da loro quelle delucidazioni che l'altra sera non abbiamo potuto chiedere e del resto, forse per l'ora già tarda, gli stessi consiglieri non hanno posto domande chiarificatrici».
La prima questione da chiarire riguarda le prospettive dell’intesa che a suo tempo fu trovata con i sindaci e che scaturì in un documento sottoposto all’attenzione della Regione. Infatti «prima fra tutte vorremmo conoscere in quale considerazione verrà tenuto il documento che il comitato, con la doverosa collaborazione dei sindaci della Bassa Val di Cecina, ha presentato in consiglio regionale e che contiene l'indicazione dei servizi essenziali da cui il nostro ospedale non può recedere. I dirigenti della precedente gestione ci hanno più volte illuso e deluso, perché il comitato possa abbassare la guardia, considerando anche il suo ruolo di garante della popolazione che ha risposto con le 20mila firme e la presenza in piazza di circa 5mila persone nell'ottobre 2011».
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