Il Tirreno

Sfuma la gita già pagata vengono per farsi ridare i soldi

di Gianni Parrini

I 30mila euro versati a un tour operator svaniti nel nulla. Gli studenti di una scuola di tedesca si tassano per venire e si presentano alla filiale

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CECINA. Ci tenevano davvero a venire in Toscana. Così non hanno rinunciato al loro sogno, nonostante la gita da 30mila organizzata dal tour operator fosse stata cancellata e i soldi versati (momentaneamente) spariti. A quanto pare per colpa dell’intermediario tedesco. I ragazzi di una scuola di Colonia, guidati da due indomiti professori, si sono (ri)tassati e tramite Internet hanno dato il via a una colletta per raccogliere di nuovo il necessario e partire alla volta dei lidi nostrani. Una settimana intera, dal 12 al 19 ottobre al camping Free Time di Marina di Bibbona, con l’idea di emozionarsi di fronte al mare o alla bellezza delle città d’arte, da Pisa a Firenze, passando per Lucca e San Gimignano. Non solo. Ieri hanno colto l’occasione per passare all’agenzia Rubens, che ha una filiale proprio a Cecina, e chiedere la restituzione dei 30mila euro svaniti nel nulla.

Così, a metà mattina il pullman, con a bordo l’intera scolaresca, ha parcheggiato sotto la nostra redazione. Due accompagnatori dei ragazzi sono saliti per spiegare la brutta vicenda e convincerci a seguirli all’agenzia, convinti che la presenza del giornale potesse essere utile a ottenere la restituzione del denaro. O almeno a parlare col titolare dell’agenzia che – ha detta dei tedeschi – non rispondeva più al telefono.

La vicenda, peraltro, ha già avuto una ribalta sui media teutonici: “Aiuto, la nostra gita è in pericolo” ha titolato qualche giorno fa il sito dell’Express.de, spiegando nell’articolo che il viaggio tanto atteso dai ragazzi della Lise-Meitner Gesamtschule rischiava di trasformarsi in un buco nell’acqua “a causa della bancarotta del tour operator italiano”. Nel testo la classe 10/2 viene definita sconvolta, triste e arrabbiata: «Da un intero anno aspettavamo questo viaggio», racconta Ismail, 16 anni. Ogni ragazzo aveva versato 309 euro: sarebbero dovuti servire per pagare il pullman e l’alloggio nel campeggio. Per alcuni sarebbe stata la prima vacanza all'estero. «Non sono mai stato fuori dalla Germania. Mi sarebbe piaciuto vedere il mare», raccontava Ahmed. Così, per non abbandonare questo sogno gli alunni hanno aperto una raccolta di fondi sul sito www.lmgporz.de. E alla fine sono partiti lo stesso, visto che un altro tour operator pare aver fatto loro una cospicua donazione.

«Ma questo è un furto – spiega il professor Bernhard Weitzell – Vogliamo indietro i nostri soldi. E ora andiamo a parlare con il responsabile dell’agenzia». Detto fatto. La comitiva è salita sul pullman e si è diretta in piazza Iori, dove ha sede la filiale. Il professor Weitzell e la professoressa Maria Scholten hanno chiesto di parlare con il titolare, Andrea Candelma. Le dipendenti del tour operator, prese alla sprovvista dall’inatteso blitz, hanno chiamato il responsabile al telefono. Dopo una lunga discussione con il titolare dell’agenzia il professor Weitzell ha annunciato che l’accordo era stato raggiunto: il tour operator si è impegnato a restituire i 30mila euro entro la fine di ottobre, spiegando che il problema è stato creato dall’intermediario tedesco. «Teniamoci in contatto – spiega la Scholten – Vi faremo sapere se i soldi ci verranno restituiti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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