Sicurezza
Orrore da film sulla spiaggia per la carcassa di un cane
Inizialmente sembrava che l’animale fosse stato sacrificato al traffico di droga Poi la smentita della polizia: «Sepolto a riva, la mareggiata lo ha dissotterrato»
CECINA. Ci sono tutti gli elementi per una trama da film giallo (o meglio horror): il cadavere di un cane ritrovato di buon mattino sulla spiaggia di Marina, con il ventre aperto; due personaggi con problemi di droga; e la polizia che indaga. Un mix che a prima vista lascerebbe pensare a un traffico di stupefacenti effettuato con cani-valigia, imbottiti di sostanze illegali. E poi sventrati. Evidentemente, però non è andata così. Almeno stando alle indiscrezioni provenienti da fonti ufficiali.
Pertanto, limitiamoci ai fatti: ieri mattina una turista straniera che portava il cane a passeggio sulla spiaggia, si è imbattuta nella carcassa di un animale, abbandonata sul bagnasciuga nel tratto compreso tra i bagni Settebello e Donna di cuori. La signora ha segnalato il ritrovamento al bar di quest’ultimo stabilimento e subito sono scattati gli accertamenti. I primi ad arrivare sul posto sono stati gli uomini della Forestale, seguiti dalla Polizia e dalla scientifica. Il cane, un pastore maremmano di circa due anni, aveva il ventre completamente aperto e in parte scarnificato. Le sue condizioni lasciavano intendere che la morte non era avvenuta in quel punto e probabilmente neppure la notte precedente. Un passo in più nella ricostruzione dell’accaduto è stato fatto con l’arrivo del veterinario dell’Asl, che grazie alla presenza del chip identificativo ha potuto riconoscere l’animale e individuarne il proprietario. Trattasi di Giuseppe Parrino, detto Beppe, un uomo che vive in un camper, qua e là per Cecina. La sua compagna, Lara Bianchi, è stata arrestata pochi giorni fa a Livorno, nell’ambito di un’operazione volta al contrasto del traffico di stupefacenti.
A quel punto, il sospetto che la morte dell’animale fosse legata a questioni di droga si è presentato anche nelle forze di Polizia. Ma è subito volato via. Il proprietario dell’animale è stato raggiunto e ascoltato: agli ispettori avrebbe spiegato che il cane era morto (per cause naturali) qualche giorno prima e che poi era stato sepolto vicino alla riva. La mareggiata lo avrebbe dissotterrato e la carcassa sarebbe stata trascinata a largo per alcuni giorni, prima di ricomparire sulla spiaggia. A sostegno della versione di Parrino anche il rapporto della scientifica: le ferite dell’animale sono attribuibili a una lunga permanenza in mare e non vi sono tracce di tagli sull’addome o indizi che lascino pensare al suo utilizzo come “borsa della droga”. Ma come in tutti i gialli che si rispettino, non sono esclusi colpi di scena.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
