Sicurezza
Il regista attacca il Comune «Mi deve ancora 2500 euro»
Massimo Smuraglia, a una cena del Rotary Club, si toglie i sassolini dalle scarpe «Promesse non mantenute, erano tra i promotori della produzione del film»
CECINA. Il regista di cinema Massimo Smuraglia lo dice subito: «Voglio togliermi alcuni sassolini dalle scarpe». Ma invece quelle che lancia verso l'amministrazione cecinese sono frecce acuminate. Altro che sassolini. Smuraglia, direttore della scuola di cinema Magnani di Prato, era invitato giovedì sera dal Rotary locale a presentare il film girato in zona tre anni fa "Dalla palude si vede il mare"intorno ad una vicenda risorgimentale nella maremma cecinese.
Ma appena il presidente Pucci gli ha ceduto la parola, dopo la presentazione e la visualizzazione della pellicola (un corto di circa 20 minuti girato tra i suggestivi sfondi della tenuto bolgherese di Guado al Tasso) il regista attacca l'assessore alla cultura Garigali e il sindaco per non aver provveduto, secondo promesse, a conferire per la produzione la modesta somma di 2.500 euro. «Tuttavia quello che più mi dispiace - lamenta Smuraglia - è che non si è provveduto in alcun modo a sollecitare le autorità scolastiche locali alla presentazione per gli studenti di un'opera che in quell'occasione poteva aiutare ad una più diretta comprensione degli aspetti critici nel processo risorgimentale». Poi sempre da parte sua la sottolineatura che il Comune risultava tra i promotori della produzione del film, partecipe alla conferenza stampa di annuncio, presente con interventi alla prima cecinse nella sala del Tirreno. «Solo dopo due anni - precisa il regista - mi si comunica che non si poteva far fronte agli impegni economici a suo tempo assunti dall'assessore, ma nemmeno un incontro per chiarire e magari giustificarsi e chiedere scusa».
Per la verità il film avrebbe trovato più fortuna altrove. Presentato con successo a Prato agli studenti delle medie superiori, prima ancora agli allievi nella sala della scuola di cinema Magnani , a Monteverdi alla presenza di molteplici amministratori pisani e livornesi, fino al Bolgheri Melody dell'anno scorso. Anche presso gli aderenti al Rotary la pellicola è piaciuta e la serata si è completata con l'intervento dello storico Ilio Nencini, il quale a suo tempo aveva sollecitato la realizzazione del film inviando al regista pratese la documentazione sulla vicenda storica: il proprietario Giusteschi aveva destinato negli anni del primo Ottocento un appezzamento di terreno in comodato ad una famiglia colonica perché lo coltivasse per il suo sostentamento.
Da qui l'idea di ripercorrere le vicende di quella famiglia colonica intrecciate alla scelta del plebiscito per l'annessione della Toscana al regno piemontese nella primavera del 1860. Nencini ha poi proseguito fornendo precisazioni e risposte alle domande che gli sono state rivolte e illustrando le origini della comunità cecinese agli albori in quel periodo. Applausi anche agli attori, Carlo Rotelli e Giovanni Rindi, invitati per l'occasione in quanto partecipi in ruoli significativi nella pellicola di Smuraglia.
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