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Ex villa, restauro flop All’asta in via Mincio i 9 alloggi mai finiti
L’operazione fu contestata dai residenti nel 2007 La cooperativa costruttrice si è arenata vittima della crisi
CASTIGLIONCELLO. Nove appartamenti in pieno centro a Castiglioncello, immersi nel verde, là dove prima c’era una villa. Nel 2007, l’iniziativa edilizia fece parecchio discutere e i residenti di via Mincio puntarono il dito contro l’amministrazione. Il Comune si giustificò spiegando che si trattava di un intervento previsto dal vecchio piano regolatore; i critici – tra cui il consiglio di frazione – presentarono lo stesso un esposto con una sfilza di recriminazioni: abbattimento di pini ultra cinquantenari, traffico impossibile, problemi per i mezzi di soccorso in caso di intervento, deturpazione e dequalificazione della zona, dissesto idrogeologico e forestale, speculazione edilizia. Bene, a distanza di 6 anni quei lavori non sono terminati e, anzi, i 9 appartamenti sono stati realizzati in parte.
A dire il vero, dal 2010 su quel cantiere non c’è più nessuno (in quell’anno è scaduto il permesso a costruire). La ditta appaltante, la Cooperativa edificatrice “La pineta”, è rimasta arenata nelle secche della crisi economica, è arrivata l’istanza di fallimento e l’iniziativa edilizia ammezzata è approdata nella lista degli immobili all’asta. Con scarsi risultati perché la prima udienza è andata a vuoto (la prossima sarà il 28 novembre) e adesso per aggiudicarsi l’ex villa serve poco più di un milione e centomila euro. E in via Mincio la situazione non è certo migliorata. La superficie media degli appartamenti di aggira, in media, intorno ai 60 metri quadrati (terrazze escluse). Dalla perizia, redatta nel 2011, risulta la mancanza dei parapetti di balconi e terrazze, la tinteggiatura dei prospetti, i parapetti nella scala di accesso ai piani superiori, il completamento architettonico, le sistemazioni esterne dei giardini, il completamento della scala che porta all’autorimessa, la realizzazione della scala per arrivare all’appartamento al piano interrato.
E poi gli allacciamenti alle fogne, alla rete elettrica, all’acquedotto e al fornitore di gas. La parte strutturale (gli appartamenti) nel loro complesso sono stati quasi tutti portati a termine. Mancano, però, gli infissi, i portoni all’ingresso. Ci sono invece tutte le porte interni e i soffitti sono intonacati. L’istanza di fallimento è stata presentata nel gennaio del 2011 da un cittadino pratese. Sull’iniziativa di via Mincio si discusse anche in consiglio comunale ma non ci fu verso di fermare l’avvio dei lavori. L’amministrazione si limitò ad ammettere alcune rimostranze dei residenti per voce dell’ex assessore all’edilizia Raffaele Boccaccini. Lo stesso assessore disse anche che ormai i progetti erano partiti e non si potevano fermare, e concluse: «Abbiamo chiesto agli uffici di prestare la massima attenzione a tutti i criteri richiesti, farli rispettare fino in fondo, e dove non è possibile stoppare i progetti. «Mi rendo conto - conclude Boccaccini - che oggi la situazione è difficile da capire per i residenti, ma non possiamo bloccare permessi già dati. In qualche caso «i progetti non sono partiti perchè non rispettavano, magari anche di poco qualche parametro: di fatto abbiamo chiesto agli uffici di prestare la massima attenzione a tutti i criteri richiesti, farli rispettare fino in fondo, e dove non è possibile stoppare i progetti». Nel contempo venne approvato un nuovo prg che vietava iniziative del genere.
Rino Bucci
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