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Solvay, mansioni diverse per gestire i tagli

Solvay, mansioni diverse per gestire i tagli

Le Rsu: «Necessaria la mobilità interna, ma l’azienda nega licenziamenti. E dà via libera a riconfermare i contratti a tempo»

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ROSIGNANO. Nessun licenziamento, né cassa integrazione. E, soprattutto, il via libera alla riconferma dei contratti a termine, che secondo i piani della direzione dovranno diventare a tempo indeterminato.

Queste le prime certezze che emergono dai confronti fra i vertici dello stabilimento Solvay e le Rsu, dopo che l’azienda nelle settimane scorse ha annunciato un piano di riorganizzazione dello stabilimento rosignanese. Settanta gli esuberi che via Piave ha messo in conto da ora fino alla fine del 2015. Tagli che l’azienda ha immediatamente chiarito di voler gestire senza alcun trauma.

«Il fatto che la riorganizzazione - spiega Rossella Vallini, coordinatrice Rsu - si debba fare nell’arco di due anni permette di non fare tagli drastici, ma di “giostrare” questi esuberi». La Rsu spiega che l’intenzione è quella di «usare la mobilità interna. Dato che non ci saranno licenziamenti ma tagli fatti in occasione di pensionamenti o prepensionamenti, l’idea è quella di riorganizzare contestualmente i settori produttivi così da spostare da un reparto all’altro i lavoratori che restano».

Riconferme dei contratti a tempo. La novità più significativa degli ultimi faccia a faccia tra sindacati e vertici aziendali riguarda i contratti a termine. La Solvay ne impiega 11. «La direzione - dice ancora Vallini - ha dato certezze sul prosieguo di questi contratti. Per noi è fondamentale, perché significa che l’azienda vuole proseguire l’attività locale. È vero che ci saranno esuberi, però se entrano persone nuove vuol dire che c’è l’intenzione di mantenere un futuro allo stabilimento. Se 70 escono, ma 11 entrano è comunque una garanzia». Certo, l’azienda non ha prospettato un’assunzione immediata a tempo indeterminato di questi dipendenti, «ma ha detto che al termine del percorso a tempo determinato li assumerà. E per noi è un traguardo importante».

Joint venture Solvay-Ineos. Entro la fine del mese i sindacati aspettano novità importanti sulla fusione tra Solvay e Ineos, per entrare nella filiera della produzione di pvc (non a livello locale).

«C’è da aspettare - prosegue Vallini - il via libera della Commissione Europea, che la direzione ha detto si dovrebbe pronunciare a breve, addirittura entro un mese». Il secondo passo sarà quello di capire il numero e la tipologia di dipendenti che dovranno passare all’interno del nuovo soggetto industriale. «Di certo - spiega Vallini - ci rientreranno quelli del settore della produzione (confluiranno nel nuovo soggetto gli impianti di elettrolisi, ricerca elettrolisi e clorometani), ma vogliamo stabilire quali altri lavoratori dei servizi potranno essere trasferiti».

Le assemblee nei cantieri. Nei giorni scorsi i sindacati hanno incontrato anche i lavoratori dei cantieri a Ponteginori e San Carlo. «Su Ponteginori - dice Vallini - sono molto impegnati nelle trivellazioni e crediamo che qui non ci siano grossi numeri di esuberi». Diversa la situazione a San carlo. «Dato che la sodiera produce meno - conclude Vallini - c’è anche minor necessità di estrazione e trasporto di questo materiale. Ecco che qui sarà più facile che ci siano esuberi nei settori carico e frantumazione».

Anna Cecchini

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