Il Tirreno

Bus a singhiozzo Protesta delle scuole

Bus a singhiozzo Protesta delle scuole

Gli studenti del Fermi raccolgono firme contro i disservizi La Cgil: «Spiace per i disagi ma l’azienda non ci dà ascolto»

3 MINUTI DI LETTURA





CECINA. Le ripercussioni dello stato di agitazione indetto dagli autisti della Cct (Compagnia Trasporti Toscana) hanno iniziato a farsi sentire. A farne le spese sono i pendolari, soprattutto gli studenti e ora, come un cane che si morde la coda, gli alunni se la prendono con gli autisti che se la prendono con l’azienda che ha applicato un integrativo da 250 euro in meno al mese. I ragazzi del Fermi, sia nella sede di via Ambrogi che in quella di via Napoli, stanno procedendo ad una raccolta firme per manifestare contro i disservizi che vivono ogni giorno.

A risentirne sono soprattutto i ragazzi della zona a nord, di Rosignano e delle frazioni collinari. Fatto sta che in pochi giorni di classe in classe le adesioni sono aumentate, fino ad arrivare quasi a trecento in meno di una settimana. Chiusa la petizione i ragazzi decideranno se consegnare la sottoscrizione all’azienda oppure organizzare una vera e propria manifestazione in piazza. Ne discuteranno nelle prossime assemblee. «Il problema è che da settembre non passano tutti gli autobus in via Ambrogi che riportano a casa gli studenti – spiega Andrea Timperi, rappresentante d’istituto - quindi i ragazzi sono costretti ad andare in pensilina e arrivare a casa anche alle 14.45. Chi abita a Cecina sta firmando in solidarietà dei compagni che arrivano da fuori».

Proprio ieri, in tarda serata i rappresentanti delle cinque organizzazioni sindacali all’interno del Ctt hanno incontrato la dirigenza per conoscere le intenzioni dell’azienda per il futuro e adeguarsi di conseguenza. Si cerca di far ripartire il tavolo della trattativa contrattuale dopo che la società ha applicato unilateralmente un contratto integrativo (lo stesso che avevano gli autisti a Lucca) senza discuterlo con i rappresentanti dei dipendenti. Sembra anche che la bozza del nuovo contratto presentato ai lavoratori abbia ottenuto reazioni se non gelide quantomeno tiepide. «Ci dispiace per gli studenti e i disservizi. Il problema è sempre il solito – dice Diego Scambia, delegato Cgil per la Bassa val di Cecina - siamo rimasto inascoltati sulle nostro richieste. Il personale da part-time non è passato full-time, non sono stati adeguati i mezzi e quando ci sono dei problemi è ovvio che il meccanismo vada in tilt. Il continuo risparmiare alla fine porta a far saltare le corse ed a una gestione caotica del parco veicolare. Se tutti questi problemi l’azienda riesce a mascherarli durante l’estate quando la stagione si fa calda e arriva l’anno scolastico scoppia il caso».

In questi giorni la dirigenza Ctt ha informato la Provincia (titolare del trasporto pubblico) per metterla in allarme su «possibili disagi». In particolare, dopo le assemblee sindacali sembra che si sia impennato il numero dei dipendenti entrati in malattia (il picco martedì scorso). Una defezione che aveva fatto ipotizzare al presidente Ctt Alberto Fontana la presenza di «un virus particolare che investe i lavoratori del trasporto pubblico».

Rino Bucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa