Sicurezza
La Publitour apre la Beta ma c’è il rebus personale
Sabato s’inaugura una manifestazione dimezzata: è polemica sul consorzio Biondi (Cisl): «Ci stupisce che si vada avanti con 2 dipendenti in cassa integrazione»
CECINA. Questo sabato verrà tagliato il nastro della ventisettesima Beta. Quella del 2013 sarà ricordata come l'edizione "green", a carattere agrituristico e rurale, ma anche per la riduzione drastica dei giorni di programmazione e per diversi punti interrogativi sul futuro. Tra tutti, le sorti delle dipendenti ereditate dalla Publitour con il contratto di affitto (di ramo d’azienda) del marchio pubblico da parte di Promozione e sviluppo.
Un'operazione chiusa il primo agosto 2012 con la quale la Publitour siè impegnata, tra le altre cose, a farsi carico delle due ex dipendenti di Promozione che avrebbero dovuto essere strategiche (perché in loco) all'organizzazione della Beta. Insomma, queste due lavoratrici, vista la comprovata esperienza, avrebbero dovuto pianificare la manifestazione di villa Guerrazzi. Peccato, però, che queste dipendenti non entrino negli uffici da tempo e siano in cassa integrazione a zero euro da diversi mesi. Di qui la domanda: chi l'ha organizzata la Beta di sabato prossimo?
In sostanza è questo il quesito che si pongono i sindacalisti della Fisascat-Cisl che da mesi seguono le due donne. «Ci stupisce veramente che durante la gestione della manifestazione - scrive Carlo Biondi Bendinelli di Fisascat - il personale Publitour di Cecina e Rosignano sia in cassa integrazione in deroga a zero ore. Ci chiediamo se non sarebbe utile che l'amministrazione comunale cercasse di interloquire con Publitour e ci spiegasse con quali obiettivi è stato trasferito il ramo d'azienda da Promozione sviluppo a Publitour quando poi Publitour e il personale interessato non partecipa alla realizzazione della Beta; dal momento che i responsabili di Publitour ci comunicano che l’impiego delle due dipendenti era esclusivo alla realizzazione di Beta». «Ci chiediamo se l’amministrazione– chiude Fisascat – prima di affidare il ramo di azienda a questa società sia stata protagonista di una “forse” miope strategia. Abbiamo usato il forse perché ci viene il sospetto se l’obiettivo non fosse stato il togliersi il peso una partecipata facendone ricadere le conseguenze sulle lavoratrici».
Rispetto alle vecchie edizioni, questa Beta durerà solo lo spazio di un giorno. Per problemi organizzativi legati alla concomitanza con i mondiali di ciclismo. Che avrebbero potuto essere, invece, un volano. La vera spada di Damocle potrebbe incombere, come scrivemmo pochi giorni dopo la stipula del contratto, dall’inizio del 2014.
Infatti, in base all’articolo 10: «A far data dal primo gennaio 2014 costituisce motivo di recesso per l'affittuaria il mancato ottenimento, per cause a lei non imputabili, dei contributi regionali, provinciali e comunali finalizzati alla promozione, sviluppo e organizzazione dell'annuale manifestazione Beta. Al verificarsi di tale evento l'affittuaria comunicherà all'affittante, a mezzo lettera raccomandata a/r, l'esercizio del suo diritto di recesso, e a ristoro dell'accollo delle spettanze dovute ai dipendenti (...) e dei canoni mensili corrisposti sino alla data di esercizio del recesso acquisirà la piena titolarità del marchio Beta».
In pratica, tra due mesi e mezzo, in virtù di una serie di eventi probabili (soprattutto in clima di tagli) la Publitour potrebbe ottenere definitivamente il marchio Beta a prezzo di saldo.
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