Il Tirreno

Punizione per la stampante rotta? «Non so»

Salvatore Giangrande, direttore generale del Comune, prende tempo sul caso-Stefanini

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CECINA. Siamo riusciti a parlarci. Anche se non è cosa semplice. Ma ciononostante, Salvatore Giangrande, direttore e segretario generale del Comune di Cecina è riuscito a glissare sui possibili sviluppi della vicenda che ha visto protagonista Eugenio Stefanini, il dirigente del settore Gestione risorse che ha "spostato" in maniera poco ortodossa una stampante dell'amministrazione pubblica.

Direttore, volevamo sapere come sta andando l'indagine sul "caso Stefanini".

«Beh, io non faccio alcuna indagine. Mi limito ad acquisire elementi per poi fare una valutazione. L’ufficio competente per i provvedimenti disciplinari all’interno dell’ente è proprio quello del dottor Stefanini, ma essendo lui la persona coinvolta stavolta tocca a me fare le valutazioni. Per questo ho avviato un percorso: sentirò alcune delle persone che erano presenti e ho già acquisito la versione del dirigente, che ha presentato una breve nota sull'accaduto. Quando avrò un quadro definito tireremo le somme».

Il danno alla stampante è già stato quantificato?

«Non lo so. L’ufficio patrimonio si è attivato. Se c’è un danno, verrà ripagato dal responsabile come avviene normalmente in questi casi».

La stampante era da rottamare oppure no?

«La stampante non l’ho vista e non posso risponderle. So che aveva qualche anno».

Ma cosa rischia il dirigente?

«Per il momento non ne ho idea. Si tratti di aspetti comportamentali, non c’è un’attività illecita. Gli eventuali provvedimenti, pertanto, sono quelli inseriti nel novero delle canoniche sanzioni disciplinari».

Facciamo qualche esempio: richiamo verbale, decurtazione di stipendio o cos’altro?

«Le ripeto, ad oggi non mi sono posto il problema. Quando avrò tutti gli elementi in mano farò una proposta al sindaco, che è la figura deputata a comminare le sanzioni».

Che tempi ci sono ?
«I tempi tecnici».

Ci faccia capire: due settimane, un mese o più?
«Non 24 ore ma neppure 24 mesi. Dipende da cosa viene fuori: se c’è una tesi confermativa dela versione del dirigente oppure no. A seconda della fattispecie che si configura c’è un iter procedimentale da seguire».

Direttore, ma perché è così difficile parlare con lei?
«Voi fate il vostro lavoro, noi il nostro. Ma fra le cose che ci vengono richieste non c’è quella di tenere i rapporti con i giornali. Per questo esiste l’ufficio stampa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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