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Mago del poker online abbandona il gioco e si dedica all’Africa

Mago del poker online abbandona il gioco e si dedica all’Africa

La svolta di Michele Garzelli, 23 anni e guadagni stratosferici «Era un’esistenza vuota, in Ghana imparo i valori veri»

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ROSIGNANO. Dai tavoli da gioco virtuali, tra arguzie e puntate da migliaia di euro, ai banchi di una scuola in Ghana, per aiutare i bambini ad imparare a leggere e a scrivere. Michele Garzelli questa volta ha deciso di puntare sulla vita, quella fatta di esperienze ed emozioni che più vere non si può. E laggiù, in mezzo a quei piccoli che sorridono anche se non hanno niente, ha capito quanto sia importante dare un senso all’esistenza. Un senso profondo, fatto di progetti e sacrifici.

Michele ha 23 anni, è di Rosignano e in poche settimane ha deciso di dare una sterzata alla sua vita. Dopo aver frequentato il liceo tecnologico a Rosignano, quattro anni fa si è iscritto prima alla facoltà di informatica e poi a quella di economia. «Ma ho frequentato in totale otto mesi - racconta -, perché già mi stavo concentrando sul poker on line. I giochi di carte mi sono sempre piaciuti, poi mi sono appassionato al poker grazie ai giochi in tv».

Un hobby che per Michele è diventato un lavoro a tempo pieno, con guadagni importanti, soprattutto per un ragazzo della sua età. «Tre anni fa - ricorda Michele - sono diventato professionista e un anno dopo sono stato assunto dal gruppo on line della Glaming». L’esistenza del giovane è cambiata radicalmente. Si è trasferito a Roma lasciando la famiglia a Rosignano Solvay, e ha cominciato ad affrontare ogni giorno decine di avversari davanti a un tavolo da gioco virtuale.

«La Glaming, del gruppo Mondadori – racconta Michele - non mi dava uno stipendio ufficiale, ma una percentuale a seconda di quello che giocavo. I guadagni erano alti, in media 3.500 euro al mese, con picchi di 8.000». Cifre mensili che un ventenne qualunque non riesce neppure a immaginare.

A un certo punto Michele si è accorto che la sua era una vita senza uno scopo. «Era alienante - ricorda -. Stavo sempre chiuso in casa, davanti al computer. Ero con altri quattro ragazzi che facevano il mio stesso lavoro, mi alzavo tardi, giocavo alcune ore nel pomeriggio, poi capitava qualche volta di andare in palestra e poi ancora davanti al pc fino alle tre di notte. Diciamo che lavoravo 150 ore al mese».

Uno stress emotivo e fisico che il giovane ha capito di non voler più tollerare. «Ho attraversato - racconta - un periodo non facile a livello di riuscita nel gioco. Sul piano psicologico è una vita devastante, bisogna sempre stare al pezzo, giocando e facendo schemi anche su venti tavoli contemporaneamente. Quell’esistenza non mi dava più soddisfazioni, né stimoli».

Così il ragazzo, dopo che nel luglio scorso la Glaming ha chiuso i battenti, si è messo a pensare e ha deciso di staccare la spina. Basta con il poker on line. «Avevo perso la cognizione della realtà - dice -. E ho deciso di invertire la rotta, mi sono messo in contatto con la Project abroad che organizza queste missioni in Africa e il 20 settembre sono arrivato in Ghana, ad Accra». Michele resterà là per un mese. «È un’esperienza fortissima - spiega -, qui le persone non hanno niente, ma non si lamentano e sorridono. La mattina vado in un orfanotrofio e alla scuola, con bimbi dai 6 ai 15 anni, e il pomeriggio in un campo di basket dove, con il progetto Dunk, insegno la pallacanestro».

A fine ottobre Michele tornerà a casa, «devo cominciare a seguite le lezioni all’università, perché prima di partire ho vinto il concorso per scienze motorie». Il poker? «Forse giocherò solo il giusto per pagarmi l’affitto di casa, sono abituato a non gravare sulla famiglia».

Anna Cecchini

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