Il Tirreno

«Hanno ancora argilla per fare i mattoni»

«Hanno ancora argilla per fare i mattoni»

Il comitato contro la nuova cava Donati ascoltato in Provincia: «Devasta l’ambiente»

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CASTELNUOVO. Sono andati in trenta per spiegare la loro contrarietà all’avvio di una nuova cava di argilla in località Gozzone, sui colli di Castelnuovo.

Il Comitato salvaguardia e sviluppo territorio occupazione (Cssto), nato sui poggi dietro Rosignano per contestare l’avvio del nuovo escavo chiesto dalla ditta di laterizi Donati, fa sul serio. Ieri un folto gruppo di attivisti, titolari di agriturismi e aziende agricole, è andato a far sentire le proprie ragioni alla terza commissione consiliare della Provincia, dopo che l’ente nelle scorse settimana ha inserito il sito del Gozzone nel nuovo piano cave provinciale.

Prima di tutto il comitato ha fatto presente come nella zona «nel corso degli ultimi 15-20 anni sono sorte e si sono sviluppate numerose aziende agricole ed agrituristiche. Della consistenza economica ed occupazionale di questa realtà agricola ne possono dar conto anche le associazioni di categoria». Come il comitato fa notare, da mesi «l'apertura della cava comprometterebbe seriamente tutte queste attività, il cui maggiore valore è dato proprio dalla bellezza ed integrità del paesaggio. Si verrebbe a determinare un'ingente negativa trasformazione della zona, dove le realtà turistiche e agricole già adesso soffrono pesantemente per la presenza della discarica di Scapigliato». Evidente che i tutori dell’ambiente protestino contro la nuova cava della Donati. «Noi non vogliamo - spiega il Comitato - che la fornace Donati chiuda e che i lavoratori attualmente impiegati perdano il loro posto di lavoro. Ma sappiamo anche che questa situazione non è determinata dalla mancanza di argilla o di siti estrattivi, bensì della crisi che attanaglia il settore. Oltretutto «i quantitativi di argilla accumulati e visibili nei piazzali sono ingenti e quelli estraibili dalle cave Nencini a Montescudaio lo sono altrettanto».

Nei prossimi giorni il comitato preparerà un documento ufficiale, con tutti gli atti finora raccolti, per chiarire i motivi della contrarietà. E poi il 22 ottobre gli ambientalisti incontreranno tre commissioni consiliari del Comune (ambiente,lavoro e agricoltura).(a.c.)

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