Il Tirreno

L’ex marito le lascia un debito di 13mila euro

L’ex marito le lascia un debito di 13mila euro

La donna ha scoperto di avere un contenzioso col Fisco dovuto all’attività del vecchio compagno

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Scopre di avere una cartella esattoriale da 13mila euro, derivante dall’attività dell’ex marito. Ma nonostante siano separati da anni e a lei non sia mai stato notificato alcunché, Equitalia ora le chiede i soldi.

È questa la curiosa storia capitata a una cittadina di Cecina, classe 1960, che qualche tempo fa ha scoperto di avere un debito con l’Agenzia delle entrate di cui, però non aveva mai avuto alcuna notifica. Per cercare di venire a capo di questo pasticcio burocratico la signora si è rivolta a Sos Cartella esattoriale: «Dopo un po’ di viaggi alla sede dell’Agenzia delle entrate – spiega Stella Caroni, titolare dell’ente che tutela i contribuenti – la signora ha scoperto che la cartella era derivante dall’attività del marito. Ma dato che facevano la dichiarazione dei redditi congiunta era coobbligata a pagare. Il problema è che l’accertamento dell’Agenzia e la cartella di Equitalia erano stati notificati al marito e non a lei».

La somma era dovuta per un mancato versamento Irpef di 6-7 anni fa. Le cifra iniziale era più bassa ma con le sanzioni e l’affidamento della riscossione coattiva a Equitalia era lievitata velocemente.

Sos Cartelle esattoriali ha già richiesto la mediazione tributaria, un istituto pensato per prevenire contenziosi fiscali che altrimenti richiederebbero il ricorso alla giustizia tributaria. La mediazione è applicata ai casi di importo non superiore a 20 mila euro, richiesti dall’Agenzia delle entrate e notificati a partire dal 1° aprile 2012. «O tirano fuori la copia dell’accertamento e la relata di notifica alla signora – prosegue Stella Caroni – O dovranno rivalersi solo sul marito».

Paradossalmente, se Agenzia delle entrate e Equitalia avessero rispettato in tutto e per tutto la procedura, la signora, anche se separata da anni, avrebbe dovuto versare parte del denaro. «Questo capita se si fa la dichiarazione dei redditi congiunta – spiega Stella Caroni – Entrambi i coniugi vengono chiamati a rispondere dell’ammanco. All’Agenzia, inoltre, interessa solamente riscuotere: che a pagare sia lui o lei per loro cambia poco. È un po’ quello che avviene quando si prende una multa in auto mentre alla guida non c’è il proprietario. Chi sia a pagare, non importa: basta che qualcuno lo faccia». (g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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